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Policlinico Gemelli: l’Abruzzo esempio di sanità

Chiodi: «Scelte sostenibili nei prossimi anni». Il Pd contesta

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Policlinico Gemelli: l’Abruzzo esempio di sanità

Policlinico Gemelli: l’Abruzzo esempio di sanità 
Chiodi: «Scelte sostenibili nei prossimi anni». Il Pd contesta 
Abruzzo, roma, sanità, gianni chiodi, silvio paolucci, università cattolica
ROMA. «Cominciamo dall’Abruzzo, perché cominciamo dalla a».
E’ stata questa più o meno da parte degli organizzatori la spiegazione dell’invito al presidente Gianni Chiodi per partecipare ieri alla tavola rotonda sulla sostenibilità dei sistemi sanitari, organizzata a Roma dall’università cattolica. 
«l’Abruzzo è una delle cinque regioni d’Italia a riportare, in campo sanitario, un utile prima delle coperture – ha detto Chiodi – ciò significa per noi che per i prossimi tre anni la regione non avrà alcun problema ad assicurare un piano operativo e quindi politiche di sviluppo del sistema sanitario. Detto in altre parole, non solo i nostri conti della sanità sono a posto per il 2013 e lo sono stati nei due anni precedenti, ma soprattutto il nostro sistema sanitario ha raggiunto quella sostenibilità che gli permette di essere universalistico». 
Dunque ieri l’Abruzzo sanitario e il Chiodi-pensiero sono stati protagonisti di questa tavola rotonda organizzata al Policlinico Gemelli per la presentazione della Scuola di management sanitario diretta dal professor Alberico Cicchetti, ordinario di economia e figlio del più famoso Antonio Cicchetti, direttore amministrativo della Cattolica e recentemente anche vice commissario alla ricostruzione dell’Aquila (in sala anche un altro figlio illustre: Giovanni Gasbarrini). 
Al tavolo dei relatori Walter Ricciardi, ordinario di igiene all’Università cattolica e Fulvio Moirano, direttore dell’Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale. Platea affollata per la presentazione del pacchetto formativo di questa nuova scuola dove si è parlato della sostenibilità delle scelte sanitarie e della fine della pratica dei tagli lineari, da più parti contestata in passato – soprattutto dal centrosinistra – ed ora diventata un cavallo di battaglia (elettorale) anche del centrodestra. 
«L’equilibrio strutturale dei conti e la garanzia ad assicurare un piano operativo programmatico per i prossimi tre anni cambiano la prospettiva di sviluppo del sistema regionale – ha continuato Chiodi facendo riferimento alla recente firma del documento - ora possiamo programmare sapendo di poter contare su conti certi e non abbiamo più l’assillo di correre dietro i tagli del governo. Soprattutto non dobbiamo metterci l’elmetto per programmare e garantire servizi e prestazioni compatibili con il sistema finanziario. Oggi però il percorso è solo agli inizi – ha continuato - abbiamo la necessità di migliorare la qualità, lavorare sulla residenzialità, sulla rete delle emergenze-urgenze e su altre importanti criticità, ma in questi 4 anni voglio ribadire in maniera categoria, e ci sono i numeri a testimoniarlo, abbiamo speso di più rispetto al passato, ma lo abbiamo fatto meglio se abbiamo raggiunto questi risultati. In Abruzzo - ha concluso Chiodi - non può trovare spazio l’equazione che risanamento dei conti significa riduzione dei servizi sanitari». 
LA CONTESTAZIONE DEL PD
Però a rompere questa immagine positiva della sanità abruzzese è stata ieri una dichiarazione di Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd: «Gli ospedali abruzzesi non sono dei set sui quali farsi fotografare sorridenti – ha detto – ma luoghi dove i cittadini sono sottoposti a servizi sempre meno qualificati, a liste d’attesa interminabili ed a disservizi di ogni tipo. La sanità di Chiodi e del centrodestra è esattamente questa, continuamente bocciata dal giudizio dei cittadini e dalle ricerche indipendenti, come quella dell’agenzia nazionale Agenas. E dopo cinque anni di disastro, ora Chiodi torna ad annunciare progetti e programmi senza aver avuto il coraggio e la dignità di ascoltare i medici, gli infermieri, gli altri operatori sanitari, i sindaci, i rappresentanti delle istituzioni e delle forze sociali, come se la salute fosse affare privato dell’ufficio di Chiodi e di pochi altri, concentrati sulla pura conta dei numeri a spese della qualità del servizio sanitario. Il Pd è al lavoro perché gli ospedali diventino luoghi di servizi di eccellenza, non set pubblicitari».
Sebastiano Calella

ROMA. «Cominciamo dall’Abruzzo, perché cominciamo dalla a».E’ stata questa più o meno da parte degli organizzatori la spiegazione dell’invito al presidente Gianni Chiodi per partecipare ieri alla tavola rotonda sulla sostenibilità dei sistemi sanitari, organizzata a Roma dall’università cattolica. «l’Abruzzo è una delle cinque regioni d’Italia a riportare, in campo sanitario, un utile prima delle coperture – ha detto Chiodi – ciò significa per noi che per i prossimi tre anni la regione non avrà alcun problema ad assicurare un piano operativo e quindi politiche di sviluppo del sistema sanitario. Detto in altre parole, non solo i nostri conti della sanità sono a posto per il 2013 e lo sono stati nei due anni precedenti, ma soprattutto il nostro sistema sanitario ha raggiunto quella sostenibilità che gli permette di essere universalistico». 

Dunque ieri l’Abruzzo sanitario e il Chiodi-pensiero sono stati protagonisti di questa tavola rotonda organizzata al Policlinico Gemelli per la presentazione della Scuola di management sanitario diretta dal professor Alberico Cicchetti, ordinario di economia e figlio del più famoso Antonio Cicchetti, direttore amministrativo della Cattolica e recentemente anche vice commissario alla ricostruzione dell’Aquila (in sala anche un altro figlio illustre: Giovanni Gasbarrini). Al tavolo dei relatori Walter Ricciardi, ordinario di igiene all’Università cattolica e Fulvio Moirano, direttore dell’Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale. Platea affollata per la presentazione del pacchetto formativo di questa nuova scuola dove si è parlato della sostenibilità delle scelte sanitarie e della fine della pratica dei tagli lineari, da più parti contestata in passato – soprattutto dal centrosinistra – ed ora diventata un cavallo di battaglia (elettorale) anche del centrodestra. «L’equilibrio strutturale dei conti e la garanzia ad assicurare un piano operativo programmatico per i prossimi tre anni cambiano la prospettiva di sviluppo del sistema regionale – ha continuato Chiodi facendo riferimento alla recente firma del documento - ora possiamo programmare sapendo di poter contare su conti certi e non abbiamo più l’assillo di correre dietro i tagli del governo. Soprattutto non dobbiamo metterci l’elmetto per programmare e garantire servizi e prestazioni compatibili con il sistema finanziario. Oggi però il percorso è solo agli inizi – ha continuato - abbiamo la necessità di migliorare la qualità, lavorare sulla residenzialità, sulla rete delle emergenze-urgenze e su altre importanti criticità, ma in questi 4 anni voglio ribadire in maniera categoria, e ci sono i numeri a testimoniarlo, abbiamo speso di più rispetto al passato, ma lo abbiamo fatto meglio se abbiamo raggiunto questi risultati. In Abruzzo - ha concluso Chiodi - non può trovare spazio l’equazione che risanamento dei conti significa riduzione dei servizi sanitari». 

LA CONTESTAZIONE DEL PD
Però a rompere questa immagine positiva della sanità abruzzese è stata ieri una dichiarazione di Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd: «Gli ospedali abruzzesi non sono dei set sui quali farsi fotografare sorridenti – ha detto – ma luoghi dove i cittadini sono sottoposti a servizi sempre meno qualificati, a liste d’attesa interminabili ed a disservizi di ogni tipo. La sanità di Chiodi e del centrodestra è esattamente questa, continuamente bocciata dal giudizio dei cittadini e dalle ricerche indipendenti, come quella dell’agenzia nazionale Agenas. E dopo cinque anni di disastro, ora Chiodi torna ad annunciare progetti e programmi senza aver avuto il coraggio e la dignità di ascoltare i medici, gli infermieri, gli altri operatori sanitari, i sindaci, i rappresentanti delle istituzioni e delle forze sociali, come se la salute fosse affare privato dell’ufficio di Chiodi e di pochi altri, concentrati sulla pura conta dei numeri a spese della qualità del servizio sanitario. Il Pd è al lavoro perché gli ospedali diventino luoghi di servizi di eccellenza, non set pubblicitari».
Sebastiano Calella