VELENI PERENNI

Abruzzo. Chiodi soddisfatto chiede ed ottiene la proroga del commissario Goio

«Ravvisata necessità di completare l’opera»

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Adriano Goio

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PESCARA. Nuova proroga per il commissario per il risanamento del fiume Aterno- Pescara, Adriano Goio.
Nel dicembre 2006 era stato nominato per sovrintendere lo stato di emergenza del bacino del fiume Aterno- Pescara. Nel 2007 è stato autorizzato «a porre in essere ogni utile iniziativa volta al superamento del nuovo, sopravvenuto contesto critico relativo alla discarica abusiva in località Bussi».
Sono stati stanziati 15 milioni di euro per l'anno 2011, 20 milioni di euro per l'anno 2012 e 15 milioni di euro
per l'anno 2013.
Nel 2011 lo stato d’emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2012. Adesso una nuova proroga, come si legge nell’ordinanza di Protezione civile numero 118 del 30 settembre.
Una mossa obbligata, pare di capire, in quanto è stata «ravvisata la necessità di assicurare il completamento, senza soluzioni di continuità, di tutti gli interventi finalizzati al superamento del contesto critico».
Scorrendo il lungo documento si scopre che è stato il presidente Gianni Chiodi ha farne richiesta. Si legge testualmente: «Vista la nota del 17 gennaio 2013 con cui il Presidente della Regione Abruzzo ha rappresentato la necessità, per il completamento degli interventi concernenti l'asta fluviale del fiume Aterno di cui all'ordinanza n. 3504/2006, di continuare ad avvalersi del Commissario delegato nominato».
Dunque la richiesta è stata accontentata.
Il lavoro dovrebbe essere quello di traghettare l’emergenza verso l’ordinario, se è vero che è da circa 8 anni che si cerca di uscire da questa situazione che è diventata ‘stabile’. Solo qualche giorno fa l’Arta ha invitato http://www.primadanoi.it/news/cronaca/543639/Abruzzo--Mercurio-nel-fiume-.html a non lanciare allarmi ingiustificati per concentrazioni troppo elevate di mercurio che si rileverebbero nel fiume Pescara. Dati «tutt’altro che clamorosi», aveva specificato il presidente Mario Amicone, «nessuna novità», dato che sono così «da 100 anni».

IL COMMISSARIO COSA HA PRODOTTO?
Cosa sia stato prodotto in tutti questi anni non è molto chiaro. Qualche giorno fa gli esponenti del Movimento 5 Stelle lo hanno chiesto direttamente al premier Enrico Letta in una interrogazione al momento senza risposta.
Qualche settimana prima Sel ne aveva chiesto addirittura le dimissioni al grido di «non ha risolto nulla» .
Delucidazioni su cosa sia stato fatto potrebbero arrivare dalle relazioni che Goio è tenuto a fare (lo impone l’ordinanza) ogni sei mesi. Sempre dal documento ufficiale si legge infatti: il commissario «è tenuto, altresì, ad inviare al Dipartimento della protezione civile una dettagliata relazione semestrale sullo stato di avanzamento delle attività condotte per l'attuazione degli interventi di cui alla presente ordinanza, con relativo quadro economico».

LE DEROGHE
Scettico per questa riconferma il consigliere regionale del Movimento 139, Carlo Costantini che fa notare come l’ordinanza consenta « a Chiodi e Goio di usare le risorse pubbliche derogando dagli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 17, 18, 19, 20, 21, 33, 37, 42, 55, 56, 62, 63, 68, 70, 75, 76, 77, 80, 81, 111, 118, 130, 132, 141 e 241 del Codice degli Appalti, nonché da tutte le connesse disposizioni regolamentari. In pratica, dopo otto anni di "onorata emergenza" Goio e cinque anni di governo monarchico della Regione Chiodi, entrambi potranno continuare a fare tutto quello che vogliono, con i soldi dei cittadini. Come se non avessero un passato e dei risultati disastrosi da rendicontare – conclude -.Come se loro, che sono il problema, potessero all'improvviso trasformarsi nella soluzione. Uno sfregio che potrebbe riservare ulteriori amare sorprese considerato che, forti della disponibilità finanziaria di altre decine di milioni di euro, Chiodi e Goio potranno continuare a spenderli in deroga ai più fondamentali principi di trasparenza degli appalti previsti dal codice dei contratti».
Anche Costantini si accoda alla fila di quanto chiedono cosa sia stato fatto in tutti questi anni: «Otto anni - passati da Goio con il portafoglio gonfio di decine di milioni da spendere e con le mani libere di agire in deroga alla legislazione vigente, secondo le consuetudini all'epoca molto in voga nella Protezione Civile. E' del tutto inutile spendere parole sui risultati di questa gestione e sui danni prodotti ad una Città come Pescara che, a causa dei problemi del Fiume, ha perso quasi tutto: dall'agibilità del suo porto, ai collegamenti con la Croazia, alla qualità delle acque del suo mare. Mentre somiglia ad un vero e proprio sfregio la scelta del Capo della Protezione Civile di confermargli la propria fiducia, nel nuovo ruolo che l'art. 1 della relativa ordinanza gli assegna».

L’EMERGENZA AMIANTO
Il deputato Gianni melilla (Sel) si concentra invece sui rifiuti tossici presenti nel sito di Bussi e ha inoltrato una interrogazione al ministro dell’Ambiente per sapere se si intende modificare l’attuale normativa e consentire i benefici previdenziali ai lavoratori che hanno operato per anni a contatto con l'amianto, favorendo cosi il pensionamento di molti lavoratori delle fabbriche di Bussi.
«Oltre le tonnellate di rifiuti tossici, inquinanti e contaminanti situati sia nella discarica Tremonti che nei siti di interesse nazionale (quello Solvay)», sottolinea Melilla, «è presente in modo massiccio anche l'amianto contenuto negli impianti e, soprattutto, nelle coperture degli stabilimenti industriali (onduline in eternit). Sono centinaia le posizioni giudiziali dei lavoratori che attendono di avere benefici previdenziali per essere stati a contatto con il materiale nocivo per decenni».