AVANGUARDIA

Abruzzo. Giornalino della Regione in campagna elettorale, si avvicina lo stop?

Ieri approvata risoluzione Acerbo

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Vanna Andreola

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ABRUZZO. A pochi giorni dalla scoperta del nuovo ‘giornalino’ della Regione che sarebbe pronto ad arrivare nelle edicole abruzzesi, potrebbe arrivare lo stop.
Ieri, infatti, il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione proposta dal consigliere regionale Maurizio Acerbo (Prc) che impegna il presidente Chiodi e la Giunta a intervenire per la sospensione delle procedure relative alla redazione, stampa e distribuzione del fascicolo firmato Regione Flash.
Si tratta di quell’opuscolo (8 facciate ogni 15 giorni in 50 mila copie) che l’Ente vorrebbe distribuire tramite l’«innovativo» circuito delle edicole regionali per una sperimentazione di 6 mesi che coinciderebbe però con la campagna elettorale. Un investimento da 120 mila euro che il consigliere Acerbo aveva chiesto di bloccare.
Un sistema che garantirebbe alla Regione di arrivare allo «zoccolo duro» degli elettori: «pensionati, lavoratori, casalinghe, impiegati, commercianti, agricoltori, artigiani, che ad oggi sarebbero fuori dal sistema di comunicazione istituzionale »
Dopo il voto di ieri l’opuscolo, però, potrebbe non vedere mai la luce.
«Spero», commenta Acerbo, «che si sia scongiurato un insopportabile spreco di denaro pubblico. Non e' accettabile che si spendano 120.000 euro per un'iniziativa del genere e che si preveda di aggiungere anche un giornalista in piu' per curarne la redazione nonostante la non certo esigua consistenza degli uffici stampa regionali. Quei 120.000 euro - conclude Acerbo - possono essere spesi in maniera piu' utile per la comunita' e per chi ne ha effettivamente bisogno».

L’UFFICIO STAMPA
Ma ieri un’altra tegola è caduta sulla voce ‘giornalisti regione’: il consigliere regionale Giuseppe Tagliente, infatti, è intervenuto sulla selezione pubblica per titoli ed esami per la copertura di un posto a tempo pieno e indeterminato di dirigente della struttura speciale di supporto stampa e comunicazione presso gli uffici del Consiglio regionale dell'Abruzzo.
In particolare Tagliente rileva «alcune incongruenze» nelle leggi di riferimento, cioe' la deliberazione dell'Ufficio di presidenza n. 105 del 3/8/ 2001 e la Legge regionale n. 77/1999 a cui rinvia la deliberazione adottata per l'occasione dai vertici politici del Consiglio regionale, ovvero il presidente Pagano e i consiglieri componenti l'ufficio di presidenza cui Tagliente ha sottoposto alcune considerazioni.
«Nel leggere l'Avviso Pubblico - si legge tra l'altro - nella nota di Tagliente - mi sembra tuttavia di rilevare un'erronea interpretazione ed applicazione della norma almeno in quella parte dell'art. 2/d in cui si equipara il dipendente di ruolo della P.A. al dipendente di una struttura privata con la qualifica di Capo Servizio, cosi' come prevista dal Contratto Collettivo Nazionale dei Giornalisti. La ragione per la quale mi sembra troppo 'tirata per i capelli' l'equiparazione disposta, peraltro non contemplata in nessuna norma, risiede essenzialmente nella circostanza di non poco conto che spesso nelle redazioni giornalistiche il cosiddetto Capo Servizi non ha che pochissime unita' da lui dipendenti e quindi difetta di quell'esperienza di coordinamento delle risorse umane che la legge prevede». 

Altra questione riguarda la valutazione dei titoli di cui all'art. 7 dell'Avviso Pubblico, «ove si prevede, non si sa perche',l'attribuzione di ben 2,00 punti per ciascun anno o frazione superiore a 6 mesi per il concorrente proveniente da settore privato, diversamente da quanto si stabilisce per altra categoria, pur proveniente dal settore pubblico, alla quale viene concesso un misero 0,50. Da ultimo, una considerazione importante di carattere generale, che introduco sotto forma di interrogativo. Per la scelta di un dirigente di un'area fondamentale e delicata come quella del Supporto stampa e della Comunicazione, non sarebbe stato meglio prevedere, almeno per il candidato proveniente dal comparto privato, una valutazione vertente sulle reali capacita' professionali e di lavoro del candidato ovvero sulle esperienze maturate e sulle pubblicazioni al suo attivo?».
L'auspicio di Tagliente, che si augura di «essere stato propositivo» e' che sulla base delle sue riflessioni l'avviso pubblico possa essere corretto.