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Abruzzo. 1mln per stop barriere architettoniche

Maggioranza ringrazia; soddisfazione D'Alessandro (Pd), «basta spot»

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Abruzzo. 1mln per stop barriere architettoniche



ABRUZZO. Un milione di euro per l' abbattimento delle barriere architettoniche.
Il Consiglio regionale ha infatti approvato ieri all'unanimità la variazione di bilancio in tal senso. Il provvedimento segue l'impegno dell'assemblea preso dopo la protesta di un gruppo di portatori di handicap con le loro carrozzine di qualche settimana fa davanti a palazzo dell'emiciclo all'Aquila.
Ringraziamenti «a tutti i componenti della Commissione e ai Consiglieri regionali che hanno votato a favore di questo provvedimento, che dà una risposta concreta alle esigenze di centinaia di nostri corregionali» sono stati pronunciati dal presidente della Commissione Bilancio, Emilio Nasuti.
«Con la cifra stanziata» ha commentato l’assessore Angelo Di Paolo, «riusciremo a finanziare una parte di lavori per l'abbattimento delle barriere architettoniche, piaga sociale che non sempre viene tenuta nella considerazione adeguata. Desidero ringraziare tutti i consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione, che si sono impegnati a trovare, seppur nella difficile situazione economica della Regione, una possibile ed efficace soluzione al problema della disabilità. C'è molto ancora da lavorare in questo delicato settore, ma è importante la dimostrazione di una grande volontà e sensibilità che oggi il consiglio regionale ha mostrato».
Soddisfazione è stata espressa dal capogruppo del Partito democratico, Camillo D'Alessandro: «Una vittoria importante per i disabili che sono stati costretti a venire in Consiglio regionale per far sentire la loro voce. Il Partito democratico contesta il modo di operare di questa maggioranza che procede a spot; è necessaria una programmazione vera perché i disabili non posso vivere di speranze e illusioni. Anziché presentare una riduzione finta delle tasse - conclude il Capogruppo del Pd - destiniamo nella prossima finanziaria regionale una parte di quei fondi a disabili e servizi socio-sanitari che non rientrano nei Lea».