IL RILIEVO

Primavera (Confindustria): «le imprese licenziano, la Regione Abruzzo no»

«Sono privilegi insopportabili: se c’è la crisi, è per tutti»

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Primavera (Confindustria): «le imprese licenziano, la Regione Abruzzo no»

Paolo Primavera

ABRUZZO. «Stabilizzare i precari della Pubblica amministrazione. Aumentare gli stipendi di chi già lavora negli uffici regionali. Premi di risultato ai dirigenti. Quando leggo queste notizie mi pare di sognare e di essere non in Italia, ma in un altro Stato».

Paolo Primavera, imprenditore e presidente di Confindustria Chieti, reagisce con stupore alle notizie della cronaca sindacale.

«Ma come può accadere? Le imprese private chiudono e licenziano o magari falliscono,  la crisi è dappertutto , ma alla Regione e nei Comuni è come se non ci fosse – continua Primavera - Eppure le regole dovrebbero essere uguali per tutti. E così mentre la Pubblica amministrazione non è toccata affatto dalla crisi, i privati invece sono massacrati, dai lavoratori più umili che sono i primi ad essere licenziati, fino ai vertici. Non si capisce perché la tasse che paghiamo servono solo a mantenere il posto agli impiegati».

 Da tempo il presidente di Confindustria Chieti è sul piede di guerra di fronte al muro di gomma che incontra quando avanza le sue richieste a nome degli imprenditori iscritti all’associazione industriali. In particolare ha sempre chiesto che Comuni, Province e Regione si affrettino a pagare i debiti contratti con le imprese che hanno lavorato negli appalti pubblici. Operazione che era stata promessa, ma ancora non si è compiutamente realizzata.

«In realtà sa perché questi soldi non arrivano, anche se lo ha promesso il Governo? – spiega il presidente di Confindustria – perché le istituzioni locali questi soldi se li tengono stretti per mantenere in piedi la loro macchina amministrativa, appunto il personale. Come avviene nelle Asl, gli amministrativi in cui in proporzione sono più numerosi dei medici e degli infermieri. Sono carrozzoni da ridimensionare. La Regione, tanto per  fare un esempio, è sovradimensionata rispetto ai servizi che eroga. Ma invece di tagliare, stabilizza i precari…».

 E’ chiaro che Paolo Primavera non se la prende con i precari, ma con l’idea di Regione messa in pratica dai politici.

«L’assessorato all’agricoltura ha 5-600 dipendenti, quando ne sarebbero sufficienti 70-80. So che questo dipende dallo scioglimento dell’Arssa, ma il problema è proprio questo: i servizi debbono essere gestiti dai privati o come fanno i privati. Se funzionano, continuano ad operare, altrimenti chiudono. Consideriamo i ritardi nella costruzione dell’azienda unica regionale dei trasporti, da gestire come le imprese private. Intanto quello che funziona, come il trasporto ferroviario della Sangritana, non viene potenziato. Al contrario viene pagata Trenitalia per quel servizio che ci da”. La proposta di Primavera? “Regole di efficienza uguali per tutti e se la crisi c’è si deve spalmare su tutti: non esistono cittadini di serie B e cittadini intoccabili. Oggi una Pubblica amministrazione inefficiente e con troppo personale inamovibile è un privilegio intollerabile».

s. c.