IL FATTO

Pascoli montani: «Agea cambi le regole per evitare le speculazioni»

Ingenti premi comunitari a società del nord

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Pascoli montani: «Agea cambi le regole per evitare le speculazioni»





ABRUZZO. Con una nota trasmessa al Commissario Straordinario dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) e all’assessore Regionale Mauro Febbo, Confagricoltura Abruzzo ha chiesto di apportare delle modifiche alla normativa.
L’iniziativa è scattata per bloccare numerose società del nord Italia che lucrerebbero ingenti premi comunitari affittando i pascoli abruzzesi sottratti agli allevatori locali.
Questa estate vi sono state numerose proteste da parte degli allevatori abruzzesi anche contro alcuni sindaci di Comuni montani. Sono state denunciate delle anomalie nell’assegnazione dei pascoli da parte dei Comuni a favore di Società del nord Italia in grado di pagare affitti fuori mercato per accaparrarsi i pascoli demaniali senza necessità di essere proprietari di Bovini o Ovini.
I legali di Confagricoltura Abruzzo hanno verificato che l’atto speculativo si manifesta per effetto di una norma contenuta nella circolare applicativa della PAC che consente di intascare anche 200.000 € di premi comunitari facendosi concedere pascoli demaniali dai Comuni e senza l’obbligo di possedere il bestiame. La norma contestata, infatti, ritiene sufficiente il solo pascolamento attraverso bestiame di terzi, che, in quanto tali, non hanno l’obbligo di rispettare i numerosi vincoli comunitari che, invece si applicano agli allevatori locali.
«E’ necessario evitare queste ingiustificate speculazioni» afferma Vinicio Blasetti presidente della sezione Zootecnica di Confagricoltura «non è possibile che un cavillo burocratico consenta a soggetti residenti fuori regione di incassare premi comunitari senza esercitare alcuna attività imprenditoriale».
Continua Blasetti «Queste società non hanno alcun rapporto con il nostro territorio, non esercitano alcuna funzione ambientale, eludono gli obblighi del corretto pascolamento e drogano il mercato degli affitti, depredano le casse comunitarie intascando somme altrimenti destinate alle vere imprese agricole che ogni giorno devono lottare per portare a casa un modesto reddito».