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Abruzzo. Personale Giunta Regionale in agitazione. «Problemi mai risolti»

Chiesta attivazione procedura di conciliazione

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palazzo giunta regionale




ABRUZZO. Le organizzazioni Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fp, Ugl, Csa, e le Rappresentanze sindacali unitarie hanno comunicato al prefetto di L'Aquila lo stato di agitazione di tutto il personale della Giunta Regionale d'Abruzzo.
Hanno inoltre richiesto l'attivazione della procedura di conciliazione così come previsto dalle norme sullo sciopero sui servizi pubblici essenziali.
«Tale decisione», spiegano i rappresentanti sindacali, «è scaturita dopo aver verificato che tutte le problematiche organizzative, funzionali e contrattuali dell’ente Regione per le quali i sindacati avevano richiesto un intervento immediato del Governo Regionale, ad oggi non sono state affatto affrontate e tanto meno risolte».

«NESSUNA RIORGANIZZAZIONE»
I sindacati contestano la mancata riorganizzazione delle Strutture amministrative della Regione Abruzzo a seguito della soppressione degli enti strumentali con contestuale passaggio dei dipendenti nei ruoli regionali. «Ad oggi», spiegano i rappresentanti dei lavoratori, «l’ente Regione registra gravissime inefficienze nell’attuazione delle proprie attività istituzionali a causa della pessima gestione delle risorse umane e strumentali. Il personale è assegnato alle Direzioni in maniera pressoché “casuale”, per cui vi sono Direzioni che registrano forti carenze di personale rispetto ad altre. L'unica risposta della Regione è l'assunzione di ulteriori dirigenti al costo di €. 150.000 cadauno (il rapporto dirigenti/dipendenti è di circa 1 a 15) anziché procedere ad una diversa strutturazione e razionalizzazione dei servizi».

«TAGLIATI I FONDI»
Ma la protesta è scaturita anche a seguito del taglio dei fondi per la formazione del personale: «se è vero», spiegano i sindacati, «che la formazione è una leva strategica della gestione del personale al fine ottenere una maggiore efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, la Regione Abruzzo in questi anni ha più che dimezzato i fondi ad essa destinati. Tali tagli sono tanto più ingiustificati alla luce della soppressione degli enti strumentali della Regione Abruzzo che doveva necessariamente comportare una ricollocazione del personale anche attraverso la necessaria formazione».

IL FONDO DEL SALARIO ACCESSORIO
C’è poi un’altra questione che si trascina da tempo ovvero la mancata costituzione del fondo per il salario accessorio del personale per l'anno 2013, per il quale si prevede una consistente riduzione delle risorse.
«Ad oggi», protestano i lavoratori, «non è stato conseguito alcun risparmio e per di più la Regione si sta trasformando da ente di programmazione ad ente di gestione, con la conseguenza che si programma male e si gestisce ancora peggio».

TAGLI ALLE CATEGORIE PIU’ BASSE
«La Giunta Regionale e l'assessore al personale», si contesta infine, «stanno ponendo in essere una politica discriminatoria nei confronti del personale delle categorie più basse tagliando proprio a loro il salario accessorio (gli stipendi di tale personale non superano i 1.200 euro mensili)»

FEBBO: «LA REGIONE HA SEGUITO IL PROGRAMMA»

«Non è affatto vero quanto è stato dichiarato in una nota sindacale in merito alla situazione dei lavoratori dell'ex Arssa della sede di Avezzano. Non si può affatto parlare di immobilismo da parte della Regione che, anzi, ha fatto tutto quello che doveva fare nel processo di riorganizzazione della struttura. Se ci sono stati dei ritardi nella piena realizzazione della riforma lo si deve principalmente agli ostacoli e all'ostracismo nati dalla litigiosità delle Organizzazioni sindacali e delle Rsu sia dell'Arssa sia della Regione».

Lo dichiara l'assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, che prosegue: «In attuazione di quanto disposto dalla Costituzione Italiana e dalla Legge regionale n.29 del 2011 si è proceduto a riformulare l'assetto organizzativo della Direzione Politiche agricole prevedendo due servizi, con specifiche competenze, sempre con sede ad Avezzano. In particolare ad uno di essi sono state assegnate competenze in materia di sviluppo dell'agricoltura ecocompatibile e delle agro-energie. All'altro servizio, invece, è stato affidato anche il sistema dei controlli da svolgere per ogni misura del Programma di Sviluppo Rurale. Non solo, ma quest'ultimo riveste un ruolo fondamentale nell'ambito della preparazione della nuova programmazione (nuova PAC per il periodo 2014-2020). Inoltre, sono stati conferiti ai Dirigenti assegnati alla Direzione gli incarichi dirigenziali ed è stato assegnato tutto il personale con sede di lavoro ad Avezzano, ai Servizi istituiti sempre ad Avezzano».

«Ritengo insensato e strumentale – riprende l'Assessore - lasciare intendere che la Regione si disinteressa della Marsica che è invece ritenuta un'area di altissimo interesse per quanto riguarda le sorti della nostra agricoltura. Per questo la struttura con sede ad Avezzano riveste un ruolo primario nella scrittura del documento per la nuova programmazione che costituisce uno strumento fondamentale per tutto il comparto regionale. L'obiettivo della nostra azione è migliorare e rendere sempre più efficienti le strutture a disposizione degli agricoltori. Inoltre voglio ricordare che ho proposto Avezzano come sede dell'Osservatorio faunistico regionale, uno strumento di importanza strategica in quanto indispensabile per una corretta gestione faunistica, anche ai fini della programmazione dei prelievi venatori. A oggi però la proposta giace ancora in Consiglio regionale ed è passato oltre 1 anno e mezzo».

«Torno a sottolineare – conclude Febbo – che i servizi della sede di Avezzano sono stati istituiti nei termini previsti dalla Legge regionale n.29 del 2011, gli stessi servizi sono operativi e stanno svolgendo le competenze assegnate, tutto il personale è stato assegnato»