SANITA'

Abruzzo. Appalto Sovracup regionale: battuta d’arresto nell’appalto da 60mln

Un ricorso blocca l’aggiudicazione

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Abruzzo. Appalto Sovracup regionale: battuta d’arresto nell’appalto da 60mln

Un Cup

ABRUZZO. Improvvisa, ma non imprevista, battuta d’arresto per l’assegnazione dell’appalto del Sovracup regionale da 60 mln di euro.
A pochi giorni dalla scadenza dei termini per chiudere definitivamente la gara, è sopraggiunto il ricorso della Manuntecoop, seconda classificata. E così si è bloccato tutto, in attesa della definizione di questo ricorso che mette in dubbio sia la validità della commissione sia i criteri di valutazione adottati per arrivare al vincitore che sarebbe un’Ati tra una società di Teramo ed una della Campania. Il condizionale è d’obbligo, perché all’assessorato regionale alla sanità sulla questione “appalto Sovracup” c’è uno sbarramento incredibile per le informazioni ed anche la segreteria del presidente Chiodi non riesce a saperne di più.
Quel poco che filtra fa pensare ad un appalto che non serve tanto a rispondere ai problemi della criticità di questo servizio, che pure è decisivo per la “sanità percepita” dai cittadini, ma che serve soprattutto per centralizzare e governare meglio un sistema che ora è diviso in quattro Asl. E dagli importi sul tappeto (oltre 60 mln di euro) si capisce che c’è più di qualche interesse in gioco e forse la campagna elettorale.
Si parla di circa 300 assunzioni (senza garanzie per gli attuali occupati che sono in fibrillazione per il timore di perdere il posto di lavoro) e di sostituzione dell’hardware e del software, cioè dei computer e dei programmi per far funzionare il Cup unificato: nelle vicine Marche il Cup regionale è costato circa 12 mln, un quinto della cifra che è stata impegnata in Abruzzo. 

Ma che qualcosa in questo appalto non fosse proprio ben fatto è dimostrato dalle polemiche che accompagnarono la formazione della commissione, composta dai responsabili Cup delle varie Asl (con Chieti capofila) che sono medici o funzionari amministrativi, non necessariamente in possesso delle conoscenze tecniche indispensabili per maneggiare un appalto così complesso. Senza dire che molti di loro sono stati spesso sulla cronaca per le criticità registrate nei vari Cup provinciali. E senza dire che anche le recenti perfomance sono alquanto discutibili, non tanto per il contenuto quanto per la tempistica.
Infatti nei giorni scorsi, la responsabile del Cup di Chieti ha inviato un fax a tutti gli uffici periferici per conoscere - «in previsione dell’esternalizzazione del servizio» - il consumo di toner, cioè dell’inchiostro delle stampanti, ed il numero dei Pos utilizzati presso gli sportelli Cup.
Dati che forse dovevano essere richiesti ben prima o che dovevano comunque essere a conoscenza della commissione dell’appalto, perché è un pò difficile valutare la congruità di un’offerta se non si conoscono i dati dei singoli Cup provinciali.

Sebastiano Calella