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Abruzzo. Chiodi a Uno Mattina porta l’Abruzzo positivo: sanità, ricostruzione e porto di Pescara: «è tutto ok»

Sui problemi del dragaggio: «anche colpa della magistratura»

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Abruzzo. Chiodi a Uno Mattina porta l’Abruzzo positivo: sanità, ricostruzione e porto di Pescara: «è tutto ok»

ROMA. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha partecipato questa mattina alla trasmissione ‘Uno Mattina’.
Il governatore, a campagna elettorale praticamente iniziata, ha fatto una sua panoramica dell’intero Abruzzo affrontando le sue ‘vittorie’ in questi anni di Governo. Spazio anche ai problemi che dalle sue parole sembrano ben pochi.
Si è definito «un aquilano» sebbene sia nato a Teramo, quando il giornalista gli ha chiesto se lui si ritenga più un falco o una colomba in mezzo ai rappresentanti del Pdl: «sono un’aquila, essendo abruzzese aquilano, o forse toro perché sono nato ad aprile».
La prima questione affrontata nel corso dell’intervista è stata quella della fase de post sisma: «la ricostruzione sta andando avanti, era iniziata con la messa in sicurezza ora partono i cantiere». Chiodi ha ribadito anche su Rai1 che c’è un allarme, ovvero l’esaurimento dei fondi: «i primi 10 miliardi sono stati impegnati. Un nuovo finanziamento serve ma vedo una forte difficoltà da parte del governo ad assecondare questo processo».
Chiodi ha poi difeso gli ‘aquilani’ definiti nei mesi scorsi dei piagnoni (da Vittorio Sgarbi) se paragonati ai terremotati dell’Emilia: «c’è una rappresentazione esterna di lamento ma gli aquilani stanno lavorando, non c’è stato il calo di popolazione che pure si immaginava, le scuole sono state ripristinate, l’università funziona, la città è giustamente preoccupata del futuro». 

Sulla sanità il presidente ha ricordato che oggi l’Abruzzo «è una delle 4 regioni che assicura l’equilibrio finanziario per il terzo anno consecutivo e stiamo, lo dice l’agenzia sanitaria, migliorando i livelli di assistenza. Non siamo tra le eccellenze ma il percorso è iniziato. Segnali molto confortanti ci sono, e diciamo che siamo stati facilitati dal commissariamento».
Sul porto di Pescara Chiodi ha parlato di un vero «scandalo» denunciando l’ assenza di manutenzione per tanti anni. Si è ampiamente glissato sulla tragicità degli ultimi due anni: «adesso le barche lavorano, il porto funziona e la marineria fa la propria economia». C’è poi il fiume di Pescara «che si trova in una situazione drammatica, insomma un sacco di problemi».
Per Chiodi, comunque, i ritardi dei lavori del dragaggio «sono da imputare anche alla magistratura che ha fatto valere come analisi della composizione dei sedimenti non quelli dell’Arta ma quelli di un laboratorio privato che ha sbagliato».
Sulle piattaforme petrolifere e su Ombrina la soluzione migliore secondo Chiodi sarebbe quella di «far conciliare» petrolio e turismo «per sfruttare la ricchezza del territorio e nello stesso tempo non avere risvolti ambientali negativi. Siamo attenti e prudenti. Su Ombrina in questo momento abbiamo una posizione ostile perché ci sembra che gli svantaggi siano superiori ai vantaggi».