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Abruzzo. Sanità in allarme: aumentano le spese per “beni e servizi”

Attivati i controlli nelle Asl, la GdF esamina gli appalti di Chieti

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L'assessorato alla sanità

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ABRUZZO. Allarme conti della sanità: infatti gli ultimi dati resi noti dal direttore dell’assessorato regionale registrano nei bilanci delle Asl un imprevisto aumento della voce “beni e servizi”.
In particolare sotto osservazione sono risultate le Asl di Chieti e dell’Aquila, per le quali sono stati già attivati alcuni controlli e la segnalazione alla Gdf, secondo il protocollo d’intesa a suo tempo firmato da Chiodi con la Guardia di finanza. Il problema è stato posto all’attenzione dei dirigenti dell’assessorato in una riunione che si è tenuta la settimana scorsa e che è stata – come sempre – secretata nel più puro stile della trasparenza che si pratica in questo assessorato.
Il problema improvviso è grave perché questo aumento, dopo il trend in diminuzione della spesa, rischia di far arrivare il Commissario con i conti fuori controllo al prossimo tavolo di monitoraggio.
Infatti se aumentano “beni e servizi” la spesa continua a crescere proprio in un settore a rischio, che in passato è servito a coprire le spese del personale, quando la “somministrazione” di lavoratori nei vari settori delle Asl, richiesta alle agenzie interinali, veniva classificato sotto questa voce proprio per mascherare l’aumento del costo dei dipendenti. 

Stavolta, invece, non sembra che ci siano stati troppi sforamenti per questi lavoratori interinali, come testimoniano le lamentele del personale in servizio che sta “scoppiando” proprio per la carenza di dipendenti che si registra in tutte le Asl. Allora è in aumento la spesa per gli appalti e per gli acquisti?
E’ probabile. Di qui i controlli che peraltro la Gdf aveva già iniziato autonomamente, sulla scorta di esposti da parte degli esclusi da questi appalti.
Come è avvenuto alla Asl di Chieti, dove da mesi la Gdf ha acquisito delibere ed atti sugli appalti più importanti ed ha ascoltato nel massimo segreto i dirigenti Asl che hanno controfirmato questi atti. Sotto la lente degli investigatori c’è il meccanismo che sembra l’uovo di Colombo per pagare di più quello che all’atto dell’appalto sembra costare meno. Si tratta di assegnare la gara all’offerta più vantaggiosa, magari a prezzi Consip o addirittura inferiori. Poi basta una delibera di estensione dell’appalto – adducendo lavori straordinari e non previsti nel capitolato della gara - per incrementare di un bel pò la cifra ufficiale dell’assegnazione.
Così chi ha vinto incassa quello che voleva fin dall’inizio, salvo diversa valutazione della Gdf che “non apprezza” queste manovre contabili.
Ora si sono aggiunti i controlli interni dell’assessorato che servono al commissario Chiodi per rimettere in riga i direttori generali. Infatti un’eccessiva indipendenza dei dg in questo settore mette a rischio la positiva evoluzione del Piano di rientro dai debiti e la fine del commissariamento.
Perché in effetti il Tavolo romano di monitoraggio non aspetta altro per castigare al prossimo appuntamento il comportamento “furbetto” dell’Abruzzo quando non rispetta le prescrizioni del Ministero. Intanto per venerdì è previsto un incontro al tavolo romano per alcuni approfondimenti sul Piano di emergenza urgenza preparato dal sub commissario Zuccatelli.

Sebastiano Calella