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Abruzzo. Festival Acqua a L’Aquila: «Napolitano tolga il patrocinio»

L‘evento prosegue, così come le polemiche

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Abruzzo. Festival Acqua a L’Aquila: «Napolitano tolga il patrocinio»

L’AQUILA. «L'acqua è un bene comune, un dono per tutti da conservare e nessuno ha il diritto di ricavarne profitto con attività individuali».
Lo ha detto il vescovo ausiliare dell'Aquila, Giovanni D'Ercole intervenuto al Festival dell'Acqua, iniziativa di Federutility. L’evento sta andando avanti, nonostante le proteste dei Forum dell’Acqua che disconoscono la manifestazione perché organizzato dalla Federazione delle società che gestiscono il servizio idrico, «controllata dalle Società per Azioni più attive nel settore».
Addirittura il Movimento 5 Stelle ha scritto una lettera a Napolitano con la richiesta che il Quirinale tolga il proprio patrocinio perché «Federutility ha sempre agito in difesa degli interessi dei gestori e considera l'acqua come una merce sulla quale fare profitto. Si è mossa apertamente contro i referendum per l'acqua pubblica del 2011 e si sta adoperando per la non attuazione degli esiti referendari avendo presentato una memoria "ad opponendum" al ricorso presentato dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e da Federconsumatori presso il TAR della Lombardia, relativamente al nuovo metodo tariffario del servizio idrico approvato dall'AEEG ed in palese violazione della volontà espressa con i referendum per l'Acqua Pubblica».
Intanto proprio nel corso del convegno Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori ha ammesso che dopo il referendum del 2011 sulla gestione del servizio idrico «non è cambiato molto per i cittadini. Per gli utenti si dovrebbe fare decisamente di più - spiega - a partire da un piano strategico per quanto riguarda l'acqua che è il bene fondamentale di questo Paese». 

«Inoltre - aggiunge - è necessario intervenire sulla governance del sistema che è ancora troppo frammentata e non è all'altezza dei compiti che dovrebbe svolgere. Infine, bisogna rivedere la tariffazione che era alla base dei quesiti referendari. Non possiamo, a tal proposito, ritenerci soddisfatti: la tariffazione dovrebbe essere esente dalla remunerazione del capitale. Questo ancora non è avvenuto e ciò produce rincari che sono a carico delle alle famiglie».
Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico, chiede invece «salvaguardia della risorsa anche in funzione dell'uso da parte delle future generazioni, con costi efficienti attraverso la regolazione e la stabilizzazione normativa».
«Indipendentemente dalla forma giuridica del gestore (pubblico, privato, ente pubblico o spa) la risorsa idrica e le reti - ha osservato il sottosegretario - erano e restano un bene comune, di cui occorre governare le regole di appropriazione allo scopo di tutelare beni che sono pubblici ma non gratuiti. Del resto l'acqua e' pubblica ma sottoposta a usi congiunti e concorrenti (potabili, agricoli, industriali) e per questo necessita di una regolazione rigorosa e severa».
Per il matematico Piergiorgio Odifreddi «l'acqua come l'aria sono beni basilari che non vanno pagati». «Quando arriveremo a parlare di aria a pagamento - ha concluso - sarà veramente la fine per tutti».
Per il filosofo Giulio Giorello, occorre si' rifarsi alla Costituzione (art. 9) e dunque alla tutela dell'acqua come patrimonio pubblico alla stregua del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale, ma pure «recuperare una tradizione che, partendo da Pascal e Voltaire, arriva a Carlo Maria Martini e al suo individualismo cooperante per trovare una soluzione al godimento del bene che difende liberta' e dignita' dell'individuo».
Oggi presso il Ridotto del Teatro Comunale, a partire dalle ore 9.30, in programma la proiezione del film Ti-Koyo e il suo pescecane di Folco Quilici (Italia, 1962). Circa trecento saranno gli studenti degli Istituti scolastici cittadini che assisteranno alla proiezione e che avranno l'opportunita' di incontrare il grande documentarista, Folco Quilici.