IL CASO

Abruzzo. Il concorso scolastico finisce in Procura. «Discriminatorio e altamente lesivo»

Il Movimento astensionista denuncia la Regione

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Abruzzo. Il concorso scolastico finisce in Procura. «Discriminatorio e altamente lesivo»

ABRUZZO. Una denuncia alla Procura della Repubblica è stata firmata nei confronti della giunta regionale abruzzese.
A firmare l’esposto è il Movimento Astensionista Politico Italiano Cvdp che non ha gradito un concorso per gli studenti bandito qualche giorno fa. Dopo una prima diffida è scattata anche la denuncia alla magistratura.
Il concorso scolastico contestato si chiama "L'astensionismo è l'antitesi della democrazia" ed è rivolto a tutti gli Istituti Scolastici di secondo grado della regione, in particolare agli studenti dell’ultimo anno (diciottenni per la prima volta al voto), con il termine ultimo di presentazione degli elaborati previsto per il 18 ottobre prossimo.
Gli studenti possono proporre sul tema testi scritti, ma anche disegni o cortometraggi. Il lavoro migliore si aggiudicherà un premio di mille euro.
Qual è il problema? Per il Movimento astensionista è grave inculcare nella mente dei più giovani il concetto che non andare a votare non sia democratico e per questo il concorso viene definito «altamente lesivo e discriminatorio». Inoltre l’iniziativa «lede ragionevolmente diversi principi e diritti consolidati, e viola palesemente, oltre agli elaborati delle Convenzioni internazionali e della Costituzione, anche diverse leggi della Repubblica Italiana penalmente rilevanti per gli attori che, a diverso livello, si sono resi responsabili di quanto riportato».

«LESO DIRITTO STUDENTI AD UNA SCUOLA LIBERA»
«E una grave vicenda», commenta il portavoce Antonio Forcillo, «che sta ledendo non solo l'onorabilità e il diritto democratico degli elettori che esprimono le opzioni astensionistiche, ma anche lo stesso diritto degli studenti a una scuola libera e non discriminante. Il diritto all’astensione è un diritto fondamentale e inalienabile per gli elettori di una democrazia, e gli ordinamenti giuridici dei Paesi democratici che si definiscono tali lo individuano e tutelano al pari di ogni altra espressione elettorale. L’astensione elettorale caratterizza e completa la stessa essenza democratica e lo spirito libero della chiamata alle urne, e addirittura è uno dei principali parametri che agli occhi degli osservatori internazionali serve per capire se essa è stata scevra da condizionamenti di sorta».
Si legge nell’esposto: «forse con ciò vogliono distrarre “in mala fede” l’opinione pubblica, facendo ricadere le colpe dei gravissimi fallimenti della loro azione politica su coloro che, invece, tali colpe non hanno neppure in minima dose? Non ci saremmo mai aspettati, in Italia, una evidenza così sfacciata di un tentativo maldestro di proselitismo e indottrinamento politico proveniente da un’alta sfera istituzionale, estremamente pericolosa per gli ulteriori sviluppi di intolleranza e discriminazione che questo “esperimento” potrebbe generare».
Il Movimento, si legge sempre nell’esposto« si è costituito nel 2007 al fine di dare piena rappresentatività giuridica e tutela politica ai cittadini italiani che, in maniera saltuaria o ripetuta, esercitano il proprio diritto di voto a mezzo di astensione elettorale, vale a dire tramite la non affluenza alle urne, oppure esprimendo scheda bianca o nulla o non attribuibile, o anche a mezzo di astensione motivata dichiarata direttamente presso il seggio elettorale».