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Inps Abruzzo, dipendenti Teramo occupano gli uffici, a Chieti computer spenti

Manifestazione di protesta contro i tagli

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Inps Abruzzo, dipendenti Teramo occupano gli uffici, a Chieti computer spenti


ABRUZZO. I lavoratori dell'Inps di Teramo hanno occupato questa mattina gli uffici della direzione per protestare contro i tagli operati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, motivati con la spending review, delle risorse economiche destinate alle spese di funzionamento dell'istituto.
Il provvedimento, spiegano i dipendenti chiamati in assemblea dalle rappresentanze sindacali unitarie, determina oltre che un impoverimento delle retribuzioni dei lavoratori, anche «un indebolimento del sistema previdenziale pubblico, con evidenti ripercussioni sulla qualità dei servizi resi dall'istituto ai cittadini». L'assemblea all'unanimità ha approvato una mozione con la quale è stato indetto lo stato di agitazione ed annunciato che«verranno poste in essere tutte le iniziative che si renderanno necessarie per scongiurare il taglio previsto».
Intanto la battaglia prosegue anche per i dipendenti dell’Inps di Chieti, Lanciano e Vasto che hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali Rsu, Usb, Cgil, Cisl e Uil Cisal di proclamare lo stato di agitazione del personale.
Anche in questo caso la protesta è scattata per protestare contro gli «eccessivi tagli» alle spese di funzionamento dell’Istituto disposti dai vari Governi che si sono succeduti negli ultimi tre anni. 

E’ dell’altro giorno la notizia che il MEF (Ministero Economia e Finanza) ha ripristinato l’ulteriore taglio di 94 milioni di euro alle spese di funzionamento dell’Inps. Già nei mesi scorsi (maggio e giugno) i lavoratori avevano costretto il Mef a fare marcia indietro su questo argomento ma adesso la situazione è di nuovo precipitata; infatti entro il 31 ottobre l’Inps dovrà versare allo Governo una somma complessiva di circa 537 milioni di euro sottratti alle spese di funzionamento dell'Istituto che complessivamente ammontano a circa un miliardo e 200 milioni di euro (taglio, quindi, di quasi il 50%).
In questa situazione per far quadrare i conti l’Inps deve provvedere anche a tagliare le retribuzioni dei propri dipendenti per una somma pari a circa 300 euro mensili.
«Tutto ciò mentre la privatizzazione strisciante dell’Istituto avviene in misura sempre maggiore con numerosi servizi affidati a Patronati, Consulenti, Enti bilaterali», protesta il sindacato, «senza che i dipendenti dell’Istituto possano più intervenire su tali pratiche/domande/ricorsi e con un aggravio di spese che il MEF non sanziona affatto anzi avvalla. Tutto questo mentre con gli effetti della Spending review l’INPS perderà circa 3000 dipendenti entro il 2014 e l’Area Provinciale di Chieti ne perderà una trentina».
Per questo l’assemblea provinciale di Chieti ha deciso lo stato di agitazione e le seguenti forme di lotta: assemblee permanenti tutti i giorni dalle ore 8,30 alle ore 12,45 da oggi, 2 ottobre, a venerdì 18 ottobre. Black out informatico, cioè tenere i computer spenti a partire da oggi 2 ottobre e nei giorni 9 e 10 ottobre e 16, 17 e 18 ottobre.