POLITICA

Abruzzo, verso la fusione dei piccoli Comuni

Passa la risoluzione Chiavaroli-Pagano

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Abruzzo, verso la fusione dei piccoli Comuni

Chiavaroli

ABRUZZO. E' stata approvata all'unanimità ieri in aula la risoluzione promossa da Ricardo Chiavaroli e a prima firma di Nazario Pagano, che impegna la Regione Abruzzo a favorire la fusione dei piccoli Comuni.
Il documento scaturisce dalle iniziative del Movimento "Ripensiamo il Territorio".
«E' auspicabile la creazione di macroaree territoriali omogenee - spiega Ricardo Chiavaroli di Forza Italia- per favorire un processo di sviluppo che, diversamente, non sarebbe sostenibile se i piccoli Comuni restassero nelle attuali condizioni di isolamento che rappresenta il vero ostacolo per la costituzione di un modello territoriale più funzionale alle dinamiche di sviluppo che la Regione, il Governo nazionale e la UE si preparano a definire per le annualità 2014-2020».
«Si tratta - continua Chiavaroli - di un documento politico assai importante per aprire nelle istituzioni e nei territori un dibattito serio e con proposte concrete sulla riorganizzazione politica e amministrativa del territorio abruzzese a cominciare dalla fusione dei Comuni più piccoli».
Il documento è stato sottoscritto inoltre dai consiglieri Milano, Caramanico, Prospero, Petri, Menna, Palomba, Venturoni, Caporale, Rabbuffo, Paolini, Di Bastiano, Nasuti, Costantini


RISOLUZIONE

Il Consiglio Regionale dell’Abruzzo

Premesso che la fusione di comuni è oggi disciplinata dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali, D. L. 18 agosto 2000, n. 267, Titolo II - Capo I - Articolo 15,

( Modifiche territoriali, fusione ed istituzione di comuni ), agg. al 29.04.2013 che, dopo aver richiamato quanto posto dalla disciplina costituzionale (artt. 117 e 133 Cost.), secondo cui spetta alle regioni la modifica delle circoscrizioni territoriali dei comuni “sentite le popolazioni interessate nelle forme previste dalla legge regionale”, ed assegna all'istituto della fusione la valenza maggiore fra le possibilità di istituzione di nuovi Comuni

Premesso altresì, che maturare e attuare questa idea significa creare un’identità diversa e più competitiva del territorio anche in previsione dei riassetti ulteriori con abolizioni di alcuni enti,come già in atto ad esempio, quella delle Comunità Montane per effetto della Legge regionale 9.01.2013, n.1 e sulla base della normativa statale che impone ai Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti di pervenire alla costituzione delle Unioni dei Comuni allo scopo della gestione associata di funzioni e servizi;

Considerato che questo primo passo va ad incidere sì sulla organizzazione del territorio, soprattutto in quelle aree dell’Abruzzo interno ma, nei fatti, non aiuta a ridefinire un modello più funzionale e non favorisce il superamento della polverizzazione del territorio rappresentato da micro-realtà demografiche, vero ostacolo allo sviluppo;

Forti dell’esperienza che ha condotto finora nell’ultimo anno, il Movimento “Ripensiamo il territorio” nell’area identificabile con il Centro-Abruzzo, sollevando il tema in modo forte e chiaro, Movimento che è stato, a tal proposito, audito il 23.7.2013 nella Conferenza dei Capigruppo, raccogliendo un consenso unanime e sulla base di una precisa relazione che è stata presentata ed ampiamente illustrata

Atteso che sia necessario auspicare la costituzione di macro-aree omogenee, per ora, all’interno dello stesso territorio provinciale e, in caso di scioglimento delle province anche a carattere interprovinciale, capaci di avviare dal basso processi di programmazione nuovi e più sensibili alle dinamiche di sviluppo che la Regione, il Governo nazionale e la UE si preparano a definire per le annualità 2014-2020;

Ritenuto altresì che, con lo scioglimento delle Comunità Montane e delle Province, in vista dell’ipotesi di macro-regione Adriatico-Ionica, si renderà necessario individuare un sistema di governo del territorio di 2^ livello con una popolazione significativa di almeno 40 mila abitanti e provvedendo a reinserire in esso, anche quei grossi centri che oggi sono esclusivi perché considerati parzialmente montani o non montani;

Impegna

La Giunta regionale a definire e presentare in Consiglio una proposta di indirizzo rivolta ai Comuni abruzzesi innanzitutto dell’entroterra, nella quale sia individuata ed auspicata una strategia da portare avanti per i prossimi mesi, per favorire- anche riproponendo le opportune incentivazioni già previste dalle leggi nazionali e regionali vigenti - la nascita e lo sviluppo di un modello organizzativo territoriale più efficace ed efficiente, ovvero quello delle fusioni, piuttosto che delle unioni, per affrontare le sfide nazionali ed europee già in corso, dove si richiede maggiore massa critica per sostenerle.