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Regione Abruzzo, 350 dipendenti ‘vagano’ senza certezze

La Uil Fp diffida l’ente

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Carpineta

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ABRUZZO. Uil Fpl diffida la Regione Abruzzo e chiede di risolvere i problemi in breve tempo altrimenti si rivolgerà al prefetto per l‘apertura della procedura di conciliazione.
La questione si trascina ormai da mesi e riguarda circa 350 dipendenti ex Arssa, ex Aptr, ex Abruzzo Lavoro che non sono stati ancora collocati nelle varie strutture interne dopo la soppressione degli enti soppressi.
Ad oggi sono in attesa (oramai da due anni), che venga mantenuta la promessa riorganizzazione che Chiodi e Carpineta, a parole, hanno sempre confermato. Ma per ora non si è vista.
E la Uil spedisce una diffida non solo agli organi politici ma anche a quelli dirigenziali nella speranza che qualcosa si muova.
«I dipendenti interessati», commenta il segretario regionale Fabio Frullo, «si sono visti esclusi dalle normali fasi di definizione del processo di pianificazione organizzativa, con tutte le negative conseguenze che ne sono derivate, prima fra le quali quella dell'impoverimento delle risorse professionali possedute, oltre all'incertezza funzionale in ordine alle professionalità da acquisire e le posizioni che dovranno andare ad occupare, in un qualsiasi assetto organizzativo».
Sempre Frullo sottolinea che problemi diretti sono piovuti anche sull’Ente: «l'assenza della strumentazione di programmazione organica ha, di fatto, determinato una confusione organizzativa difficilmente gestibile, se non “ a vista”».
L’esponente sindacale parla dunque di «una serie di disagi ai dipendenti regionali, ben al di là del “malessere lavorativo”, a tutto danno dell'efficienza e dell'efficacia dei servizi istituzionali da erogare a favore della collettività amministrata».
Ma nella diffida il sindacato contesta anche il comportamento antisindacale della Regione che nei mesi scorsi ha trasferito (dalla sede di Avezzano a quella di L'Aquila) un dirigente sindacale della Uil Fpl (componente della RSU), «in assenza del prescritto nulla-osta da parte di questa Organizzazione Sindacale».

«Il dirigente illegittimamente trasferito», ricorda Frullo, «in occasione di vari tavoli sindacali, nel distinguersi per la difesa e per la tutela delle istanze dei lavoratori ex Arssa, aveva assunto una posizioni “di contrasto” nei confronti della parte datoriale». La diffida basterà per smuovere la Regione?