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Pescara. Decreto Sviluppo mercoledì torna in aula, si preannuncia battaglia

Acerbo: «speculazione anni sessanta»

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Pescara. Decreto Sviluppo mercoledì torna in aula, si preannuncia battaglia

PESCARA. Seduta lampo, ieri, del Consiglio comunale di Pescara.
L’incontro si è aperto e subito chiuso su richiesta del Pd per consentire al gruppo di partecipare alla riunione dell’Unione Comunale, con la rinuncia unanime al gettone di presenza.
Una parte del gruppo si è però incontrata con la maggioranza che ha presentato le proprie proposte sul Decreto Sviluppo che a questo punto tornerà in aula mercoledì mattina.
Maggioranza e opposizione di sono confrontate su vari punti: il riconoscimento della premialità sul residenziale pari al 50% con interventi in Classe Energetica A; la premialità per interventi non residenziali pari al 45% con bonifica dell’amianto; nei cambi di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale la premialità sarà del 10% della superficie; rispetto delle norme di Piano regolatore per altezze massime e distanze minime nella sottozona B2, ovvero nelle aree edificate del centro urbano.
«Di fatto riteniamo inapplicabili ulteriori operazioni a ribasso», ha fatto sapere il capogruppo del Pdl, Armando Fosci, «tenendo conto che i vincoli urbanistici già oggi esistenti sono talmente rilevanti che qualsiasi ulteriore tentativo di ipotesi vincolistica determinerebbe una sostanziale inapplicabilità della norma stessa e si tradurrebbe in una presa in giro per gli stessi cittadini. Purtroppo anche oggi la nostra proposta si è scontrata con il muro alzato dalle opposizioni»
Domani mattina, dunque, si proverà l’ultimo tentativo di dialogo, per poi tornare in aula «dove ogni consigliere», annuncia Foschi, «si assumerà le proprie responsabilità dinanzi alla città».

ACERBO: «SPECULAZIONE ANNI SESSANTA»
Sicuramente pronto alla battaglia in aula il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, che da mesi ha fatto capire qual è la sua posizione: «la delibera», contesta l’esponente dell’opposizione, «spalma su quasi tutto il territorio cittadino i premi di cubatura fino al 50% previsti nella legge regionale. Si consente di fare queste operazioni di demo-ricostruzione persino nelle strade della città con maggiore densità edilizia e mancanza di parcheggi e verde».
Al posto di casette o palazzine, secondo Acerbo, potranno sorgere palazzoni senza nemmeno dover cedere le aree per gli standard. «Lo scopo evidentemente non è quella di riqualificare aree degradate ma di favorire i soliti noti big del mattone. Consentire ai costruttori di aumentare i volumi esistenti del 50% in una città ingolfata e senza parcheggi e verde è da irresponsabili. Praticamente gli edifici vicini saranno soffocati dai nuovi mostri deprezzando il valore degli immobili di tante famiglie. Roba da speculazione anni sessanta».
La monetizzazione prevede che invece di cedere gli standard di verde, parcheggi, servizi i privati potranno pagare il Comune. «Insomma», contesta ancora Acerbo, «aumenterà ulteriormente il carico urbanistico ma senza cedere aree ad uso pubblico. Pescara non ha certo bisogno di premi di cubatura del 50% visto che sono migliaia gli appartamenti invenduti, sfitti e non occupati. Pescara ha bisogno di verde, marciapiedi, strade, parcheggi, piste ciclabili, spazi pubblici, non di nuovi palazzoni».