IL FATTO

Inquilini Ater L’Aquila, Napolitano risponde a Rapagnà: «informata presidenza Cdm»

«Lettera di grande conforto dopo tanta indifferenza»

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Inquilini Ater L’Aquila, Napolitano risponde a Rapagnà: «informata presidenza Cdm»

Giorgio Napolitano

L’AQUILA. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto alla lettera a lui inviata il 27 luglio scorso dagli Inquilini e Assegnatari della Edilizia Residenziale Pubblica.
Si tratta di quei cittadini ancora senza casa e pesantemente colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009. Tramite il Mia Casa d'Abruzzo di Pio Rapagnà si erano rivolti a Napolitano per chiedere un suo intervento alla luce dei pesantissimi e «non più giustificabili» ritardi nella riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica del patrimonio abitativo pubblico di proprietà dell'Ater e del Comune di L'Aquila.
Il direttore dell'Ufficio per gli Affari Giuridici e le relazioni costituzionali del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, Michele Maria Morabito, ha comunicato a Pio Rapagnà, che «in relazione alla lettera indirizzata al presidente della Repubblica, posso dare assicurazione che questo Ufficio ha sottoposto quanto da Lei rappresentato all'attenzione del Segretariato Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Gli inquilini e assegnatari residenti nel Comune di L'Aquila avevano, tra l'altro, lamentato al presidente della Repubblica di essersi rivolti ripetutamente, negli anni trascorsi dal 6 aprile 2009, al commissario straordinario e presidente della Regione Gianni Chiodi e al sindaco di L'Aquila Massimo Cialente,alla Provincia e all’Ater e più recentemente con lettera aperta, anche al presidente del Senato Piero Grasso e alla presidente della Camera Laura Boldrini e ai nuovi parlamentari eletti in Abruzzo.

«La risposta e la iniziativa del presidente Napolitano», commenta ora Rapagnà, «sono di grande conforto e incoraggiamento per tutte quelle famiglie ancora sfollate le quali, purtroppo, hanno dovuto constatare che, pur in presenza di evidenti situazioni anomale di cattiva gestione, sperpero di denaro pubblico e facile corruzione, le massime Istituzioni della Regione Abruzzo, gli Enti Locali e le strutture della pubblica amministrazione non hanno dato un buon esempio, nemmeno sul piano legislativo, nell'opera ricostruzione, di vigilanza e di lotta alla corruzione amministrativa».