DEBITI A QUATTRO RUOTE

Abruzzo. Arpa, Filt Cgil lancia l’allarme: «non ci sono i soldi per pagare gli stipendi»

Martedì l’incontro con il prefetto

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ARPA AUTOBUS
ABRUZZO. Il presidente Cirulli annuncia di aver dato mandato ai legali per denunciare il sindacato

ABRUZZO. Martedì 1° ottobre la Filt Cgil Abruzzo, insieme al presidente e al direttore generale di Arpa e all’assessore Regionale ai Trasporti, è stata convocata dal prefetto di Chieti Rocco de Marinis.
L’incontro serve per l’espletamento della seconda fase delle procedure di raffreddamento avviate dal sindacato a seguito della grave situazione economica finanziaria in cui versa l'azienda regionale di trasporto.
«Aldilà degli impegni assunti dalla Regione Abruzzo al fine di onorare celermente i debiti (oltre 19 milioni di euro come da bilancio Arpa) che lo stesso Ente ha nei confronti dell’azienda della quale detiene il 95,4% dell’intero capitale sociale», denuncia il sindacato, «la situazione in Arpa rimane estremamente preoccupante in virtù di numerose scelte manageriali che si sono rivelate completamente errate, che avranno ricadute nel tempo e che hanno portato l’azienda ad accumulare oltre 10 milioni di euro di perdite nei soli ultimitre anni (2012/2011/2010), oltre che un’esposizione debitoria verso banche e fornitori che, da bilancio 2012,supera i 42milioni di euro».

NON CI SONO RISORSE PER GLI STIPENDI
La Filt denuncia il fatto che non ci sarebbero soldi a sufficienza per pagare gli stipendi: «lo scenario è talmente grave che Arpa è stata costretta nei giorni scorsi, vista la mancanza di liquidità, ad accettare il pignoramento dei propri immobili, pur di ottenere dalle banche ulteriori finanziamenti ed anticipazioni necessari a poter pagare gli stipendi degli oltre 900 dipendenti in forza all’Arpa evitando quindi la stessa sorte che invece ha colpito l’azienda Cerella di Vasto (gruppo Arpa) dove i lavoratori sono ormai senza stipendio da 20 giorni».

«MA SPRECHI E PRIVILEGI VANNO AVANTI INCESSANTEMENTE»
«Eppure», continua la nota del sindacato, «nonostante le evidenti difficoltà Arpa continua a perseverare in inaccettabili operazioni all’insegna di sprechi e favoritismi». La Filt si scaglia così contro alcuni concorsi interni per verificatori di titoli di viaggio, una vicenda che già nei mesi scorsi aveva fatto registrare la protesta dei lavoratori e delle sigle sindacali. «Oggi», proseguono i sindacati», «con la carenza di personale di guida e soprattutto con la grave situazione economica in cui versa l'azienda regionale, diventa un'operazione che rasenta semplicemente la vergogna».

CIRULLI: «NESSUN PIGNORAMENTO»

«La notizia diffusa dalla segreteria della Filt-Cgil Abruzzo riguardante il pignoramento dei beni Arpa è totalmente falsa e priva di fondamento alcuno», replica il presidente dell’Arpa Massimo Cirulli.«L’azienda ha provveduto alla stipulazione di un’apertura di credito fondiario presso la BCC di Roma per un importo di 2 milioni di euro rimborsabili in venti mesi; a garanzia di tale operazione Arpa ha concesso un’ipoteca sull’impianto di Avezzano pari a 4 milioni di euro. Pertanto, nessun pignoramento è stato eseguito a carico di Arpa: in verità è stata perfezionata un’ordinaria pratica per un finanziamento richiesto a un istituto di credito.Tutto ciò a riprova della fiducia che il sistema creditizio nutre nei confronti dell’azienda regionale. Il Presidente darà mandato ai legali dell’azienda per sporgere querela nei confronti degli autori del comunicato».

FILT SPIEGA: «TERMINE ERRATO»
Nel pomeriggio lo stesso Rolandi della Filt chiarisce che «erroneamente e per un refuso ho riportato sia nel titolo che nel corpo del comunicato il termine pignorato e pignoramento in luogo di ipotecato (come comprenderete non hanno lo stesso significato) Si chiede, nel caso l'articolo non fosse stato ancora pubblicato di rettificare e sostituire con il termine ipotecato le parole pignorato e pignoramento. Nel caso invece di servizio già andato in onda si prega di rettificare»
FILT SPIEGA: «USATO TERMINE ERRATO»

Nel pomeriggio lo stesso Rolandi della Filt chiarisce che «erroneamente e per un refuso ho riportato sia nel titolo che nel corpo del comunicato il termine pignorato e pignoramento in luogo di ipotecato (come comprenderete non hanno lo stesso significato) Si chiede, nel caso l'articolo non fosse stato ancora pubblicato di rettificare e sostituire con il termine ipotecato le parole pignorato e pignoramento. Nel caso invece di servizio già andato in onda si prega di rettificare»