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Assoluzione carriole aquilane, Cialente: «lo Stato è stupido, si è chiusa una farsa»

Il commento del primo cittadino dopo la sentenza

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Assoluzione carriole aquilane, Cialente: «lo Stato è stupido, si è chiusa una farsa»

L’AQUILA. Si è chiuso ieri il processo agli otto cittadini aquilani che entrarono nel centro storico de L’Aquila con le carriole il 28 marzo del 2010.
Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di aver violato sia l'ordinanza sindacale di divieto di accesso nel centro storico in vigore all'epoca dei fatti, sia il regio decreto del 1931 che prevede l'arresto fino a 6 mesi e una sanzione da 103 a 413 euro per «aver promosso una riunione senza averne dato preavviso al questore».
Il pm aveva chiesto l’assoluzione e l’assoluzione è arrivata.
A qualche ora di distanza il sindaco Massimo Cialente commenta il risultato di questa vicenda giudiziaria che ha segnato la città e quanti erano scesi in strada in un momento molto drammatico.
«Ieri si è chiusa una farsa», scrive il sindaco, « il processo delle carriole. In effetti, in vena di battute, volevo postare che erano stati assolti in quanto utilizzatori finali delle carriole, come Berlusconi con le escort. Ma non c'è da ridere».
«Questa vicenda», va avanti Cialente rincarando la dose, «mostra quanto lo stato possa essere stupido, incapace di capire le situazioni. Se vi fosse stata una vera giustizia, si sarebbe aperta un'indagine sul perchè si volle che le macerie fossero rifiuti solidi urbani, perchè una protezione civile e governo, che sparavano un'ordinanza al giorno, si rifiutarono di metterci le mani, lasciando soli i comuni a risolvere il problema. Perchè ci lasciarono soli per trovare non un sito, ma una discarica. Perchè loro si coprivano le spalle (per non dire altro), gettando noi allo sbaraglio.
Questo avrebbe fatto o dovuto fare la magistratura, e non prendersela con un popolo indignato.
Non so se per norma lo possiamo fare, ma chiederò al segretario se il comune potrà farsi carico delle spese processuali dei sette pericolosi delinquenti Sogno di poter mandare quella eventuale delibera a chi penso io. Piccolo schiaffo morale».
E poi ancora, a chi gli chiede se gli 8 aquilani non avessero violato una ordinanza: «ma quando mai! Era una protesta di massa. Le rispondo in un altro modo. Perchè su 2000 persone non hanno avuto gli attributi di denunziarli tutti? Perchè per l'occupazione dell'autostrada, dove eravamo 20.000 denunciarono solo Lolli, Pezzopane, Cialente, ed altri 5 sindaci?»