LA SUA AFRICA

Inarrestabile Aracu: ora la sua federazione sportiva porta il pattinaggio in Africa

Il grande evento è una rivoluzione per il paese. La società del figlio cura la comunicazione

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Sabatino Aracu

Sabatino Aracu



ABRUZZO. Sarebbe una notizia da trafiletto basso, poche righe, se quel nome ed il suo trascorso non facesse così rumore.
L’ex onorevole azzurro, non più in Parlamento, Sabatino Aracu, macina successi e non sta con le braccia conserte, anzi continua a far parlare di sé addirittura riuscendo ad organizzare il primo campionato del mondo di pattinaggio a rotelle nella storia dell’Angola.
Non è da solo: a supportarlo c’è la federazione Firs (pattinaggio a rotelle) che presiede ormai ininterrottamente da quasi un decennio, ci sono i vertici del Coni, Gianni Petrucci sugli altri, c’è la società di Aracu figlio che è la società scelta per la comunicazione.
E’ l’ennesima storia dei successi di un uomo che nessun magistrato di sinistra, nessuna moglie «instabile» con le sue dirompenti rivelazioni è riuscito a fermare nemmeno di fronte a prove che poi sono state giudicate pesanti nella sentenza di primo grado di Sanitopoli.
Perché Aracu, l’ex segretario di Forza Italia in Abruzzo e poi onorevole del Pdl, fedelissimo di Berlusconi, amico di Antonio Razzi, è uscito per ora condannato dal processone sulla Sanità. Come lui pesantissime condanne anche per una serie di ex amministratori illustri tra i quali l’ex governatore Ottaviano del Turco.
Cose ormai vecchie perché oggi la famiglia Aracu è ormai pronta per conquistare l’Africa e nello specifico l’Angola dove i preparativi del grande evento sono stati avviati un anno fa e dal marzo scorso la macchina organizzativa si è messa in moto.

DOPO I MONDIALI DEL SUDAFRICA, I MONDIALI DI HOCKEY
Un grandissimo evento per il paese subsahariano visto che i campionati mondiali di pattinaggio a rotelle rappresentano in assoluto «il secondo evento internazionale tenutosi nell'Africa Subasahariana dopo i mondiali di calcio del 2010 in Sudafrica», fanno sapere gli organizzatori.
Si tratta dei campionati mondiali di hockey a ruote parallele (tradizionali e non in-line) una specifica che però cambia poco per la mole di soggetti coinvolti in questo festival sportivo che ricorda molto i Giochi Del Mediterraneo del 2009 che lo stesso Aracu riuscì a portare in Italia quando la sua Africa era l’Abruzzo.
Se non altro per il vorticoso giro di denari che fa apparire lo sport solo un pretesto.
Le competizioni inizieranno il prossimo 20 settembre per concludersi il 28 (16 squadre in gara divise in 4 gironi da 4, città interessate Namib e la capitale Luanda, che ospiterà anche le fasi finali).

ARACU ED IL PRESIDENTE DELL'ANGOLA
Ci sarà anche un importante «'intervallo' istituzional-formale» quale è la cerimonia di apertura, in cui prenderà la parola lo stesso presidente Aracu e a fare gli 'onori di casa' ci sarà il presidente della Repubblica dell'Angola.
«Un plauso al Governo Angolano che ha creduto non solo nell'indubbio valore tecnico-agonistico», ha detto Aracu, «ma anche in quello commercial-turistico di una manifestazione che è, anche, la dimostrazione dell'attenzione di una federazione, quella che presiedo, la quale da sempre vicina alle istanze ed alle opportunità dei Paesi che, come l'Angola, individuano nello sport uno strumento unico per esaltare i propri valori e le proprie peculiarità».
Ma che Aracu viva non di solo sport ormai in Abruzzo lo sanno bene visto che con la politica comunque è riuscito a macinare quattrini: per ora oltre le pensioni istituzionali, gli emolumenti da presidente delle federazioni Coni e lo stipendio da parlamentare, la giustizia gli ha imputato anche 980mila euro incassati da Vincenzo Angelini, l’ex patron della clinica Villa Pini.

QUATTRO ANNI PER SANITOPOLI
Quelli sarebbero soldi riconducibili ad una tangente che è l’unica che poi è sopravvissuta alle accuse del processo. Aracu è stato anche l’unico a gioire nonostante la condanna a 4 anni perché i pm ne avevano chiesti 9 e dei quattro capi di imputazione solo uno è sopravvissuto.
Per il tribunale si tratta di “semplice” corruzione e non di concussione come era stato ipotizzato.
Inoltre Aracu ha beneficiato dell'assoluzione sulla associazione a delinquere di cui, secondo l’accusa, era uno dei protagonisti principali.
Su quei vecchi fatti “preistorici” mancano ancora le motivazioni della sentenza per poter comprendere di più mente è più chiaro il ruolo di Aracu all’interno delle federazioni di hockey e pattinaggio visto che è stato accertato anche dal Coni un uso disinvolto delle carte di credito e delle spese istituzionali.
Né è nata una inchiesta interna, poi un ricorso giurisdizionale e nessuno è riuscito a negare l’evidenza. Nonostante tutto però Aracu è rimasto in sella e l’amico Petrucci non se l’è sentita di defenestrarlo.

CONI E GOVERNO TACCIONO
La situazione attualmente è però più che particolare visto che ora la parola è passata all’attuale governo perché una serie di interrogazioni proposte dal Movimento 5 stelle chiedono di fare luce sul perché Aracu, nonostante i fatti accertati, rimanga titolare di una carica che lo porta a gestire milioni di soldi pubblici.
Nel frattempo la famiglia cresce, il figlio Davide continua a mietere successi sportivi proprio nella disciplina del pattinaggio e colleziona successi mentre la Regione Abruzzo gli conferisce medaglie su medaglie, così come lo stesso ente continua a sovvenzionare ogni iniziativa proposta da Aracu presidente di federazione.
E poi c’è la curiosa coincidenza della società, perché Davide come il padre, è attivo su più tavoli e così tolti i pattini si butta con successo nel business con la giovane Lead srl, di cui fa parte anche il figlio del deputato Pdl, Filippo Piccone, che può vantare numerose collaborazioni negli ultimi mesi con le federazioni presiedute da papà Sabatino e che evidentemente anche questa volta ha sbaragliato tutti i concorrenti su piazza.
Anche la «moglie buona» di Aracu, Sara Locandro, risulta molto attiva nel campo del pattinaggio avendo in passato organizzato molte manifestazioni della federazione.
«Per quale ragione non dovrebbero lavorare», ha sempre risposto l’ex onorevole interpellato più volte non ravvisando alcun tipo di conflitto di interesse nè ragioni di inopportunità della gestione familiare.
Ma di fronte ai successi mondiali di Aracu ogni conflitto di interesse, ogni polemica di mala gestione o di coperture eccelse si spegne. Oggi c’è da far girare l’economia di un paese del terzo mondo che potrà arricchirsi grazie alle rotelle dei pattini e di quelle di Aracu che non si sono mai fermate.