SALUTE

Obesità, il nutrizionista Di Flaviano dal ministro Lorenzin

«La sanità abruzzese trascura questa patologia»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6427

Obesità, il nutrizionista Di Flaviano dal ministro Lorenzin




ABRUZZO. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha ricevuto ieri una delegazione di esperti nazionali della nutrizione, tra cui l’abruzzese Ezio Camillo Di Flaviano.

Al ministro è stato consegnato un memorandum sull’obesità, sulle sue conseguenze sanitarie e sul costo economico e sociale di questa condizione che ormai nel mondo occidentale sta diventando una vera e propria “epidemia”. A quanto se ne sa, la delegazione di cui faceva parte Di Flaviano, ha sollecitato il ministro per attivare in tutta Italia le strutture periferiche del ministero – Abruzzo compreso - nella “guerra” contro l’eccesso di peso. Al dottor Di Flaviano, che in Abruzzo è stato uno dei pionieri della cura dei disturbi alimentari, PrimaDaNoi.it ha chiesto notizie dell’incontro.
E’ stato più facile incontrare il ministro su questo argomento che parlare con le strutture sanitarie abruzzesi?
«Non esageriamo: il presidente Chiodi mi ha ricevuto più volte e lo ringrazio della sua disponibilità – spiega Di Flaviano – purtroppo agli incontri non è seguito niente di concreto dal punto di vista legislativo ed organizzativo. Spero che l’incontro di oggi con il ministro abbia risultati migliori».
 Si spieghi meglio.


«Posso riferire che Chiodi più volte - anche in mia presenza - ha sollecitato i suoi funzionari della sanità a preparargli un decreto che avrebbe firmato subito come commissario per favorire la cura di questi disturbi alimentari, senza modificare il budget delle strutture che operano sui disturbi alimentari. Questo avrebbe consentito l’aumento del flusso dei pazienti dalle altre regioni, con un significativo vantaggio economico da mobilità attiva ed una diminuzione del peso di quella passiva. Ed invece in Abruzzo - di fatto - per questo disturbo non ci si può ricoverare».
 Altrove invece come funziona?
«Per mia esperienza diretta, questi ostacoli li trovo a Villa Pini, ma non nel Veneto. Lì al contrario - nel Policlinico Abano Terme dove dirigo un reparto sull’obesità – per ogni euro che la Regione incassa per la mobilità attiva, c’è un aumento premiale del budget assegnato. Cioè si favorisce chi attira i pazienti. Qui in Abruzzo questo non avviene. Peccato, si paga cara l’ostinatezza di alcuni direttori che non eseguono quello che Chiodi pur vorrebbe realizzare».
 Un consiglio contro l’obesità?
«Difficile improvvisarlo – conclude Di Flaviano – perché sono troppe le variabili in gioco. L’obesità è un disturbo multifattoriale e quindi servono percorsi di cura multidisciplinari e continui nel tempo. Poi c’è l’aspetto culturale che è difficile da modificare: in Italia, e quindi anche in Abruzzo, non si considera l’obesità come una patologia, mentre non è così».

Sebastiano Calella