BARRIERE

Abruzzo. Disabili: associazione contro i tagli: «ora clamorose proteste»

«Dal 1995 mai riunita la Consulta regionale dull’handicap»

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barriere architettoniche


PESCARA. La Regione Abruzzo è l'unica in Italia ad aver annullato, con un provvedimento retroattivo, i fondi della legge 13 del 1989 contro le barriere architettoniche.
«In questo modo circa duemila abruzzesi con disabilità non hanno percepito e non percepiranno i contributi finalizzati all'eliminazione delle barriere negli edifici privati».
La denuncia arriva dall'associazione Carrozzine Determinate, che annuncia per i prossimi giorni «clamorose proteste» nelle sedi istituzionali abruzzesi.
«Solo la Sicilia, insieme all'Abruzzo - spiega il presidente dell'associazione, Claudio Ferrante - ha annullato la legge, anche se lì è stata finanziata fino al 2010. Nella nostra regione migliaia di persone residenti in tutti i comuni abruzzesi ed affette da cecità, sordomutismo, paraplegia, distrofia muscolare, Sla, sclerosi multipla e tetraparesi non hanno percepito e non percepiranno i contributi per consentire, ad esempio, di entrare, uscire o usufruire dei servizi igienici delle proprie abitazioni».
Carrozzine Determinate parla inoltre di «tagli indiscriminati alla riabilitazione fisioterapica», della «legge regionale sulla 'Vita indipendente' mai finanziata», della «Consulta regionale sull'handicap che dal 1995 non si è mai riunita» e della «legge regionale 1/2008 che impone l'obbligo agli enti pubblici di rispettare l'abbattimento delle barriere architettoniche e che non è stata mai applicata».
Per fare il punto della situazione sui tagli e per illustrare le proteste promosse l'associazione ha organizzato una conferenza stampa che si terrà venerdì alle 10.30 nella sede della Regione a Pescara.