ECONOMIA

Crisi economica, nuova moneta ad Avezzano: arriva il ‘marso’ per risparmiare

Caporale: «si studi iniziativa anche a Lanciano»

Redazione Pdn

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Crisi economica, nuova moneta ad Avezzano: arriva il ‘marso’ per risparmiare




ABRUZZO. Nei giorni scorsi sulla scorta di analoghe esperienze a Napoli, Parma, Val di Non, la Giunta Comunale di Avezzano ha dato il via libera per la stampa dei “marso”.
Si tratta di una moneta locale (ad opera di Arcipelago Scec che ha ottenuto nel 2010 dall’Agenzia delle Entrate l’autorizzazione a mettere in circolazione i “buoni sconto”) da poter utilizzare esclusivamente nel circuito cittadino presso gli esercizi commerciali o aziende convenzionati che applicheranno uno sconto tra il 5 ed il 30%.
Quindi se un oggetto costa 100 euro pagherò, ad esempio, 70 euro più 30 marso (rapporto euro-marso uguale a 1. L’Obiettivo è quello di rilanciare l’economia locale, i piccoli e medi esercizi commerciali, artigianali, promuovendo quindi, localmente, lo scambio di beni e servizi accettando una percentuale del prezzo in moneta locale (buoni sconto) facendo così ottenere ai cittadini di Avezzano una reale diminuzione dei prezzi ed un aumento reale del potere di acquisto.
Tutto questo sarebbe avvenuto perché ci si è resi conto che il 60% della spesa totale degli avezzanesi per i generi alimentari si riversa nella grande distribuzione che però reinveste altrove e non localmente.

Adesso dopo l’iniziativa Avezzanese il consigliere comunale di Lanciano, Alex Caporale, chiede al suo sindaco se non sia il caso di studiare una iniziativa simile.
Dunque ha inoltrato una interrogazione per sapere se la strada intrapresa dalla città di Avezzano (e dalle altre città italiane citate) in materia di emissione della cosiddetta “moneta locale” «possa essere intrapresa anche dalla città di Lanciano quale risposta alla grave crisi economica e per aumentare il potere di acquisto dei già bassi e tartassati stipendi e piccoli risparmi dei lavoratori lancianesi nonché per provare a dare una speranza ed una boccata d’ossigeno ai tanti cittadini lancianesi che hanno perso il lavoro in questo particolarissimo periodo di crisi economica nonché per rilanciare e salvaguardare il tessuto commerciale e produttivo locale».