FINANZIAMENTI PUBBLICI

Micucci (Fira) contro Mascitelli: «Il “manettaro” è andato in confusione»

«Nessun conflitto di interesse ed errori calunniosi»

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Micucci e Castiglione

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ABRUZZO. «Il Parlamento vara le leggi del fare, il Senatore opera per impedire. Così l’Italia dei Valori  lotta con forza contro la crescita di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro.  Così facendo non fa solo uno sbaglio ma appare artefice di autentici abbagli».
Risponde quasi da candidato alle prossime elezioni regionali Rocco Micucci, presidente della Fira, la finanziaria regionale che negli ultimi giorni era stato messo al centro dall’ex senatore Idv, Alfonso Mascitelli.

«La soc. Smart», si legge nella nota, «è una società consortile nata per spontanea  aggregazione di  oltre 70 aziende , tra le quali la FIRA spa che ha per statuto il compito di favorire l’aggregazione di imprese, per partecipare al bando regionale per la costituzione di un Polo di Innovazione  con dominio Eenergia. La soc. Smart si è aggiudicata la selezione. Allo stato la società consortile non ha ancora avviato alcuna attività. La presidenza della società consortile Smart è stata affidata, in questa prima fase di avvio, al Presidente di Fira dall’unanimità delle imprese partecipanti, proprio per la terzietà rappresentata rispetto agli interessi dei singoli. Carica per la quale non percepisce alcun compenso».
«Gioia per le imprese abruzzesi perché qualcosa si muove alla luce del sole  nella stagnante economia?», si domanda retoricamente Micucci nella nota, «non certo per il senatore Mascitelli per il quale deve trattarsi per forza di vicenda oscura e affaristica. La sua mente “manettara” produce anticorpi lavorativi sicchè cade in iraconda confusione dalla quale scaturisce una inesistente “telenovela”.
Secondo il senatore, la Fira sarebbe affidataria  ( da parte della Regione) di nove milioni  da valere sui fondi POR FESR e nel contempo gestore e stazione appaltante nell’ambito del bando STARTHOPE.  


«Nel contempo la FIRA sarebbe partecipante (attraverso la SMART) e vincitrice, con il massimo dei punteggio, per il progetto di costruzione di pyrocombustori a Bussi», si legge ancora, «assieme ad una serie di noti imprenditori abruzzesi come tali degni del miglior sospetto. La realtà è ben diversa ed è falsa e calunniosa la tesi  per cui la FIRA sarebbe stazione appaltante e nel contempo partecipante. Infatti:
-la Comunità Europea ha stanziato 14 milioni di euro per favorire la nascita di nuove imprese;
-la FIRA spa ha partecipato al bando per dare esecuzione a tale finanziamento indetto dalla Regione Abruzzo  ed è rimasta aggiudicataria della gara;
- la FIRA spa, conseguentemente, è divenuta soggetto gestore del bando STARTHOPE , approvato dalla Regione finalizzato alla individuazione di nuove imprese;
- al bando hanno già chiesto l’iscrizione 238 soggetti, quali  potenziali imprenditori da tutt’Italia e dall’estero.  Le valutazioni nel merito delle domande, ad oggi tutte solo in fase istruttoria, saranno affidate ad una commissione di esperti scelti direttamente dalle università, dalle banche, dalle associazioni imprenditoriali, dall’associazione nazionale Business Angels. Le domande appena superata la fase istruttoria vengono già pubblicate sul relativo sito».


Relativamente al bando StartHope «non ha partecipato la fira spa, né direttamente né tramite altre società e neppure tramite la “società consortile smart” . E’ totalmente falsa e calunniosa l’affermazione secondo la quale : la  smart, sbaragliando la concorrenza , prende il massimo del punteggio per un progetto di costruzioni di pyrocombustori a bussi , si aggiudica il bando e accede alla fase negoziale che sara’ gestita dal sogggetto gestore che e’ sempre la fira.  E’ falsa e calunniosa l’affermazione secondo la quale il Presidente della FIRA  e contestualmente della SMART  si troverà in una posizione di “ conflitto  di interessi” . La realtà è ben diversa giacchè come detto, la Smart non ha mai partecipato al bando. Se qualcuno pensa di fare campagna elettorale o di dimostrare che esiste sparando a zero contro la Fira ogni 15 giorni, è fuori strada e fa un danno agli abruzzesi oltre che, per le calunnie, a se stesso.   La vicenda aiuta, però, a capire le ragioni della grave crisi economica nazionale, insuperabile se una parte politica continua ad amare tutti gli assistenzialismi sterili e ad odiare ogni attività creativa e produttiva».