LAVORO IN CRISI

Stabilizzazione precari, in Abruzzo coinvolti 3 mila lavoratori

Rc: «storia di un licenziamento di massa»

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Stabilizzazione precari, in Abruzzo coinvolti 3 mila lavoratori

ABRUZZO. Il governo Letta dà il via alla stabilizzazione dei precari ma solo di quelli a tempo determinato.
Si tratta di una misura ritenuta insufficiente dai sindacati, già pronti alla mobilitazione. Il decreto approvato riguarderà quasi 200.000 lavoratori in tutta Italia. Oltre 3.000 in Abruzzo.
Ma nei bandi solo il 50% dei posti di lavoro saranno destinati al personale attualmente precario. E sono escluse i lavoratori atipici e interinali.
E’ prevista una riserva del 50% dei posti a concorso, fino al 2015, per chi ha avuto un contratto di lavoro a termine per tre anni negli ultimi cinque. Chance che, secondo i sindacati, comunque non consentirà la stabilizzazione neppure di tutti i 90 mila contratti a tempo determinato.


Critiche vengono mosse anche dal segretario regionale di Rifondazione Comunista, Marco Fars, e dal responsabile Lavoro Prc Abruzzo, Carmine Tomeo, secondo i quali quello che il governo Letta chiama “stabilizzazione dei precari” potrebbe risolversi in un licenziamento di massa dei dipendenti precari della pubblica amministrazione.
«In sostanza», analizza Fars, «il decreto del governo Letta impone che nel 2014 solo il 40% del personale che va in pensione potrà essere sostituito. Percentuale che sale a solo il 50% nel 2015 ed al 100% nel 2016. Ma nei bandi che potranno essere previsti nel corso del triennio, solo il 50% dei posti di lavoro potranno essere assegnati al personale attualmente precario. Se consideriamo che il decreto si riferisce a lavoratori con 3 anni di contratto a tempo determinato negli ultimi 5 anni, con esclusione di altre forme atipiche ed ancora più precarie come esternalizzati e interinali, si capisce subito che a ad essere stabilizzata sarà una parte molto esigua degli attuali precari».
Per Rifondazione a pagare questa «politica di massacro sociale» saranno non solo i lavoratori precari della pubblica amministrazione, ma tutti i cittadini.
«I precari che verranno licenziati», sottolinea Tomeo, «sono infatti impiegati nella maggioranza dei casi in servizi essenziali, quali la sanità e l’istruzione. In questi due settori è impiegata la metà del personale precario della pubblica amministrazione abruzzese. Che ne sarà di quei servizi, già sofferenti, spesso inefficienti e con carenza di personale, come chiunque personalmente ha sicuramente constatato recandosi in un qualunque ospedale? Il governo Letta a guida Pd-Pdl non risponde; il governo Letta risponde alla Troika».