ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Abruzzo. Elezioni, l’appello dell’opposizione a Chiodi: «eviti abuso, subito al voto»

Ancora incertezza sulla data

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Maggioranza chiodi

Chiodi ed alcuni esponenti della maggioranza




ABRUZZO. Sulla data delle prossime elezioni regionali si fa ancora melina.
L’ufficialità sul week and esatto in cui gli abruzzesi dovranno tornare alle urne per scegliere un nuovo governo regionale non c’è ancora.
A tre mesi dalla scadenza naturale della attuale legislatura aleggia questo punto interrogativo che aspetta di essere svelato. Si allontana l’ipotesi elezioni anticipate (a novembre) anche se ormai tutti gli esponenti politici da mesi hanno avviato la campagna elettorale e sarebbero pronti a sparare fuochi d’artificio last minute per accaparrarsi gli ultimi voti.
Resta più accreditata, invece, l’ipotesi dell’Election day, già ipotizzata prima delle ferie di agosto, che consentirebbe un risparmio economico non indifferente e significherebbe andare a votare il 25 e 26 maggio prossimi.

Una data che ha ricevuto il via libera dell’Avvocatura di Stato ma la sonora bocciatura del Pd che ipotizza ricorsi al Tar.
Intanto i segretari regionali di Pd, Sel, Psi e Idv Silvio Paolucci, Gianni Melilla, Massimo Carugno e Alfonso Mascitelli parlano di «strappo istituzionale senza precedenti» prodotto dal presidente Chiodi e dal centrodestra sulla data delle elezioni.
«Dopo aver vantato un parere dell’Avvocatura dello Stato che in realtà passava la palla al Consiglio regionale, ha dimenticato e stracciato lo Statuto della Regione che vieta nei sei mesi precedenti la scadenza della legislatura di modificare le norme in materia elettorale (art.14 comma 2)». 

«Questa norma statutaria – sottolineano i segretari dei 4 partiti – ha una logica molto chiara e stringente, che è quella che la maggioranza di turno non può cambiare le regole in corsa a suo uso e consumo e soprattutto non possono deciderlo da soli i consiglieri regionali. Ciò che è avvenuto è dunque un vulnus molto grave, che rappresenterebbe un pericoloso precedente, un abuso in violazione dello Statuto, senza aver sentito la necessità di ascoltare tutti i partiti rappresentativi dell’elettorato abruzzese, che oggi per almeno un terzo non è rappresentato in Consiglio. Un abuso commesso nel disinteresse per i danni incalcolabili che deriverebbero a tutto l’Abruzzo da 6 mesi di ordinaria amministrazione e di campagna elettorale permanente, nel contesto di una crisi economica drammatica per gli abruzzesi, rinviando inoltre il taglio previsto di consiglieri ed assessori regionali. Con il rischio ulteriore che, in quanto indette sulla base di una modifica vietata dallo Statuto, le elezioni vengano invalidate da eventuali ricorsi».
Di qui l’appello finale: «Il presidente della giunta, cui la legge conferisce il potere di indire le elezioni, può ancora evitare questo grave ferita per le istituzioni regionali, con il pericolo che ne deriva di stallo ed incertezza per tutta la comunità regionale: a lui ci rivolgiamo perché garantisca il rispetto dello Statuto Regionale, indicendo le elezioni entro la scadenza naturale prevista dei 5 anni. Chiodi rifletta. Noi abbiamo già affidato l’incarico a giuristi ed esperti per difendere gli abruzzesi da eventuali abusi di potere e omissioni».