TRASPORTI

Abruzzo. Arpa, arrivano i soldi della Regione

Morra: «stiamo decidendo i costi standard ed i saldi dei contributi»

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Giandonato Morra

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ABRUZZO. «Gli allarmi sulle criticità dei conti Arpa, sul suo stato pre-fallimentare e sulle inadempienze della Regione sono andati ben oltre il normale contraddittorio sindacale: queste criticità sono in via di soluzione ed entro ottobre risolveremo tutto».

Parola di Giandonato Morra, assessore regionale ai trasporti, che ieri ha fatto il punto con PrimaDaNoi.it sulla vertenza trasporti che ha infiammato l’estate.

Sui dati di bilancio – soprattutto sui crediti vantati dalla Regione - i sindacati sono andati all’attacco, chiedendo le dimissioni del CdA e del presidente Massimo Cirulli ritenuti responsabili del deficit registrato in bilancio e attaccando la Regione per i suoi mancati pagamenti. Con l’aggiunta di una contestazione dei tagli al personale e degli stipendi. In realtà, dopo lo stato di agitazione proclamato a metà luglio dalle sigle sindacali, già a fine mese c’era stato un chiarimento sulla vertenza.

Ora le parole rassicuranti dell’assessore che smentisce «nel modo più assoluto le voci allarmistiche. Stiamo decidendo i costi standard del trasporto regionale e così finalmente per la prima volta rispetto al caos che c’è stato con le precedenti amministrazioni regionali si farà chiarezza sui conti – spiega Morra - Poi ci saranno le transazioni sulle richieste avanzate ed entro ottobre chiuderemo questa partita contabile dei saldi arretrati. Da gennaio dunque non ci saranno più contenziosi».
 Le parole rassicuranti dell’assessore Morra sembrano però più una soluzione politica interna alla maggioranza di centrodestra che una risposta tecnica ai problemi del bilancio, sui cui anche l’opposizione Pd si era scagliata con Camillo D’Alessandro e Claudio Ruffini che avevano parlato di «Arpa sull’orlo del baratro».
 La domanda infatti è: se la soluzione era così semplice perché non è stata adottata prima? Chi aveva interesse a mettere in graticola l’Arpa, quando era stata la stessa dirigenza dell’azienda trasporti regionali ad indicare le vie per una soluzione delle criticità di bilancio? E’ spuntata infatti una lettera ufficiale dal presidente Massimo Cirulli inviata a fine maggio all’assessore regionale ai trasporti ed al direttore del settore Carla Mannetti (data 23 maggio, oggetto: situazione economico-finanziaria) in cui insieme al prospetto dei conti riferito agli anni dal 2009 al 2012, il presidente Arpa spiega nel dettaglio le scelte del bilancio. 


In pratica Cirulli chiarisce che la perdita di 5 mln registrata a fine 2012 deriva quasi esclusivamente dall’aumento del costo del gasolio e comunica la riduzione delle consulenze (meno 80%) e la diminuzione del personale (da 1022 a 929) «d’intesa con il sindacato» con il contestuale taglio di quasi 2 mln del suo costo rispetto all’anno precedente.
Inoltre c’è stato anche il ringiovanimento del parco rotabile «che ha consentito, con l’immissione di 208 nuovi mezzi, di ridurre da 17 a 10 anni l’anzianità media dei bus in servizio».
«Un dato – chiosa Morra – che pone l’Arpa tra le prime aziende “giovani” in Italia». A fronte di questa gestione, nella lettera di Cirulli si evidenzia come l’altro fattore che con il gasolio ha provocato le perdite è quello delle «percorrenze non contribuite» dalla Regione che in un anno sono aumentate di circa 1 mln di km e che non hanno prodotto contributi all’azienda. Infine c’è la pressante richiesta di liquidare il saldo dei contributi di esercizio dal 2003 al 2012 e di effettuare la compensazione delle percorrenze non contribuite dal 2009 al 2012.
Tutte richieste accolte dalla Giunta regionale, il che fa pensare che si sia appianato lo scontro interno al centrodestra e che ha visto l’Arpa (vicina al senatore Fabrizio Di Stefano) messa in angolo per le forti contrapposizioni politiche interne delle altre componenti della maggioranza. Come insegna anche la vicenda dell’unificazione mancata delle aziende di trasporto pubblico, dove le forze centrifughe (Gtm) hanno finora avuto la meglio nel mantenere divise le aziende.
«Adesso – conclude l’assessore Morra – chiusa la fase contabile, riprenderemo il discorso sull’azienda unica. Anche Chiodi è d’accordo».
 Le elezioni sono sempre più vicine.

Sebastiano Calella