LA DECISIONE

Decadenza Berlusconi, Pezzopane: «è deciso, poco da discutere»

«Ad agosto ho studiato tutte le carte»

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Stefania Pezzopane

Stefania Pezzopane

Decadenza Berlusconi, Pezzopane: «è deciso, poco da discutere»
«Ad agosto ho studiato tutte le carte»
Silvio Berlusconi, stefania Pezzopane, decadenza, luciano violante, mediaset, sentenza, condanna
L'AQUILA. «Avendo studiato tutte le carte, il mese di agosto l'ho dedicato a questa grossa questione, anche i pareri che Berlusconi ha mandato sono leggeri, non cambiano la sostanza: lui è un condannato, la sentenza è immediatamente esecutiva e va eseguita». 
Così la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, vice presidente della Giunta per le elezioni di palazzo Madama, chiamata il 9 settembre prossimo a prendere una decisione sulla decadenza del Cavaliere come senatore per via della 'legge Severino' che scatterebbe in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset. 
«Le leggi sono leggi e le sentenze sono sentenze, non c'è molto da discutere. Non sarà il 9 settembre? Sarà l'11, o il 15, ma non si può andare molto oltre», chiarisce Pezzopane, la quale sottolinea che «non si nega il diritto di difesa a Silvio Berlusconi, che è assicurato dai tre gradi di giudizio e da un esame supplementare dei pareri 'pro veritate' che lui ha mandato ed eventualmente da un'audizione». 
«Se la chiede - continua la senatrice - si potrà fare ad horas, nei giorni successivi, non dopo 10 mesi. Si chiede di essere auditi perché è urgente e quindi lo audiamo. Fatto anche questo passaggio, la Giunta non potrà che pronunciare la decadenza»
La senatrice ha anche sottolineato che «il 'lodo' si è molto ridimensionato perché proprio Luciano Violante ieri ha specificato che non può indurre la Giunta per le immunità a porre la questione alla Corte Costituzionale se non ne dovesse ravvisare la sostanza e la forma».
Secondo Violante, la Giunta dovrebbe poter sollevare dubbio di costituzionalità sulla legge prima di occuparsi di Berlusconi. 
«Violante non è parlamentare, lì ci siamo noi e ci assumeremo le nostre responsabilità», conclude la senatrice parlando a margine della presentazione del dossier sulla candidatura dell'Aquila a capitale della cultura 2019.

L'AQUILA. «Avendo studiato tutte le carte, il mese di agosto l'ho dedicato a questa grossa questione, anche i pareri che Berlusconi ha mandato sono leggeri, non cambiano la sostanza: lui è un condannato, la sentenza è immediatamente esecutiva e va eseguita». 
Così la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, vice presidente della Giunta per le elezioni di palazzo Madama, chiamata il 9 settembre prossimo a prendere una decisione sulla decadenza del Cavaliere come senatore per via della 'legge Severino' che scatterebbe in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset. 

«Le leggi sono leggi e le sentenze sono sentenze, non c'è molto da discutere. Non sarà il 9 settembre? Sarà l'11, o il 15, ma non si può andare molto oltre», chiarisce Pezzopane, la quale sottolinea che «non si nega il diritto di difesa a Silvio Berlusconi, che è assicurato dai tre gradi di giudizio e da un esame supplementare dei pareri 'pro veritate' che lui ha mandato ed eventualmente da un'audizione». «Se la chiede - continua la senatrice - si potrà fare ad horas, nei giorni successivi, non dopo 10 mesi. Si chiede di essere auditi perché è urgente e quindi lo audiamo. Fatto anche questo passaggio, la Giunta non potrà che pronunciare la decadenza»
La senatrice ha anche sottolineato che «il 'lodo' si è molto ridimensionato perché proprio Luciano Violante ieri ha specificato che non può indurre la Giunta per le immunità a porre la questione alla Corte Costituzionale se non ne dovesse ravvisare la sostanza e la forma».Secondo Violante, la Giunta dovrebbe poter sollevare dubbio di costituzionalità sulla legge prima di occuparsi di Berlusconi. «Violante non è parlamentare, lì ci siamo noi e ci assumeremo le nostre responsabilità», conclude la senatrice parlando a margine della presentazione del dossier sulla candidatura dell'Aquila a capitale della cultura 2019.