ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Abruzzo. Elezioni a maggio? D’Alessandro (Pd): «non si può fare, ecco perché»

Pezzopane contro Pagano: «gretto maschilista e parole isteriche»

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Chiodi e Pagano

Chiodi e Pagano




ABRUZZO. La fissazione della data delle prossime elezioni regionali sta appassionando la maggior parte dei consiglieri abruzzesi.
Pdl e Pd (con supporto di Sel) sono ai poli opposti. Il centrodestra punta a votare il 25 e 26 maggio 2014, il centrosinistra chiede di rispettare la naturale data di scadenza, ossia dicembre 2013.
Tra visioni contrapposte e attacchi personali il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (Pd) non esclude che in caso di fissazione della data in primavera si ricorrerà al Tribunale amministrativo.
«Mi rivolgo prima all'avvocato Pagano e poi al presidente del Consiglio regionale», dice il consigliere. «Nella sua prima qualità di legale Pagano dovrebbe sapere che Chiodi non può in modo alcuno fissare la data delle elezioni a maggio per due motivi, pena ricorsi al Tar ed annullamento dell'atto».
D’Alessandro sostiene che la norma approvata in Consiglio sia inutile, «una finzione» , perché il termine massimo di marzo e' fissato nello statuto ed una norma ordinaria non può derogare a quanto fissato da una norma di rango statutario («semplice principio della gerarchia della fonti non sovvertibile da un parere di qualunque Avvocatura e ne' dai desiderata di Pagano»).

Questione numero due: «l'avvocato Pagano sa o dovrebbe sapere che nei sei mesi conclusivi il mandato , così come previsto dallo Statuto, non è possibile approvare alcuna norma in materia elettorale, principio previsto proprio per evitare sveltine».
Quindi, chiude l’esponente del Pd, Chiodi non può fissare la data di maggio altrimenti vedrà annullato il provvedimento al Tar e per questo la norma approvata in Consiglio «non produce alcun effetto, chi dice il contrario, da una parte o dall'altra , lo fa solo per ergersi a paladino e non si sa di cosa».
Con Pagano se la prende anche la senatrice Stefania Pezzopane che ieri era stata accusata di essere una «dilettante»: «il suo intervento, isterico e grossolano, è l’espressione eloquente di chi teme di perdere la poltrona», attacca Pezzopane, «a cui intende rimanere attaccato, oltre che di un maschilismo gretto. Forse ha il sentore che il seggio in Consiglio regionale, dopo tanti anni, comincia a vacillare e cerca di rimanerci incollato quanto più può. Oltretutto, abituato com’è a rimanere nelle retrovie da almeno 15 anni, ora che ha dovuto forzare la mano a leggi e regolamenti, non ha il physique du rôle per reggere le critiche conseguenti alle sue azioni. Reagisce con l'insulto isterico».

IL PD SI RICORDI DI DEL TURCO

«Sulla data delle elezioni regionali alcuni esponenti della minoranza di centrosinistra e del Pd, da settimane, aizzano polemiche inutili, che sono avvilenti e sconcertanti», commenta Lanfranco Venturoni, capogruppo Pdl alla Regione che non cerca di spegnere la fiamma tirando in ballo addirittura l'ex presidente Ottaviano Del Turco, recentemente condannate a 9 anni e 6 mesi di reclusione.

«Avvilenti perché uomini politici e delle istituzioni dovrebbero mantenere un sereno equilibrio, valutare gli accadimenti per quello che sono e decidere per il bene della comunità e non gettarsi in polemiche astiose. Sconcertanti, invece, perché chi straparla dovrebbe sapere che non è certo colpa del centrodestra se le passate elezioni si sono svolte nel dicembre del 2008, ma c'era di mezzo una giunta, quella dell'ex presidente Del Turco, annientata dalle inchieste di Sanitopoli». «L'Election day», continua Venturoni, «non è un’invenzione del Pdl, né a livello nazionale né locale;  il secondo fatto è che la modifica statutaria, finalizzata esclusivamente a non votare nel periodo natalizio e invernale, è stata condivisa e sostenuta, ripeto condivisa e sostenuta, con convinzione in aula da tutti i partiti; il terzo fatto è ancora più chiaro e drammatico  e non è certo imputabile al centrodestra» – sottolinea Venturoni – «perché la data del 15 dicembre è dovuta all’arresto della ex giunta Del Turco e alle conseguenti necessarie elezioni anticipate». 

INTERROGAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Oggi i deputati abruzzesi del M5S hanno depositato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere spiegazioni sulle elezioni regionali. «Non bastava la possibilità prevista dallo Statuto regionale e dalla legge elettorale di votare anche a marzo, 3 mesi dopo la scadenza della consiliatura», protestano i 5 Stelle: «adesso si starebbe valutando la possibilità di votare a maggio in base a una norma del Governo Berlusconi  pasticciona e con forti profili d’incostituzionalità (tanto che prevede l’accorpamento delle elezioni nazionali con quelle europee, quando tutti sanno che le elezioni politiche sono normate dalla stessa Costituzione!), poiché la  legge che prevede l’accorpamento delle regionali alle europee entra in conflitto con lo statuto abruzzese e con la legge elettorale regionale. Nonostante la maggioranza si stia affrettando a modificare la legge elettorale regionale, fortunatamente c’è lo statuto, che come la Costituzione della Repubblica è difficilmente modificabile in tempi brevi, e che, sempre come la Costituzione, garantisce gli interessi dei cittadini contro l’assalto degli interessi dei partiti. Perché votare a ben 5 mesi dalla fine della consiliatura? Forse per prolungare il proprio attaccamento alla poltrona di consigliere o assessore? Oppure c’è qualche nomina in scadenza, qualche pratica di amici da chiudere, qualche finanziamento da distribuire? Oppure bisogna autorizzare ancora quale centrale a biomasse, o magari avviare qualche inceneritore per favorire i soliti imprenditori privati amici? Oppure, come si vocifera in Transatlantico, si ha paura che lo tsunami di Grillo possa sconvolgere gli equilibri del partito unico PD+PDL, magari venendo a fare una lunga campagna elettorale solo in Abruzzo?»

CHIODI: «STO RIFLETTENDO»
«Rifletto, ho più tempo a disposizione, anche alla luce del fatto che c'è stato un segnale forte e bipartisan da parte del Consiglio regionale che ha approvato un documento a favore dello svolgimento delle elezioni nel prossimo mese di maggio in concomitanza con l'election day per le Europee», ha commentato Gianni Chiodi.
«Quello dell'Aula è un segnale forte, che non mi aspettavo, e quindi la decisione non rientra tra le emergenze e le priorità. Infatti la legge prevede che la data venga fissata 120 giorni prima». 
Il presidente non ha voluto fare previsioni sulla scelta che compete alla sua persona, sentito il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e d'intesa con il presidente della Corte d'Appello del capoluogo, il magistrato Stefano Schirò. Tuttavia, da quanto si apprende, una decisione potrebbe esserci prima della pausa per le ferie, probabilmente nei prossimi 10 giorni. Al vaglio il procedimento da adottare dopo il parere dell'Avvocatura di Stato chiesto dal ministero dell' Interno che ha concesso il via libera alla proroga di 2 mesi rispetto al termine massimo per la fine della legislatura, previsto a marzo, in nome del risparmio.
CHIODI: «STO RIFLETTENDO»
«Rifletto, ho più tempo a disposizione, anche alla luce del fatto che c'è stato un segnale forte e bipartisan da parte del Consiglio regionale che ha approvato un documento a favore dello svolgimento delle elezioni nel prossimo mese di maggio in concomitanza con l'election day per le Europee», ha commentato Gianni Chiodi.«Quello dell'Aula è un segnale forte, che non mi aspettavo, e quindi la decisione non rientra tra le emergenze e le priorità. Infatti la legge prevede che la data venga fissata 120 giorni prima». Il presidente non ha voluto fare previsioni sulla scelta che compete alla sua persona, sentito il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e d'intesa con il presidente della Corte d'Appello del capoluogo, il magistrato Stefano Schirò. Tuttavia, da quanto si apprende, una decisione potrebbe esserci prima della pausa per le ferie, probabilmente nei prossimi 10 giorni. Al vaglio il procedimento da adottare dopo il parere dell'Avvocatura di Stato chiesto dal ministero dell' Interno che ha concesso il via libera alla proroga di 2 mesi rispetto al termine massimo per la fine della legislatura, previsto a marzo, in nome del risparmio.