AMBIENTE E POLITICA

Abruzzo. Riperimetrazione Parco Sirente Velino: decisione rinviata

Pagano ha chiesto la verifica su questioni procedurali

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Maurizio Acerbo

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ABRUZZO. Era uno dei punti più attesi del lungo Consiglio regionale di ieri: la riperimetrazione del Parco Sirente Velino.
Ambientalisti sul piede di guerra e Rifondazione e Idv pronti alle barricate. Alla fine tutto rinviato.
La posta elettronica dei consiglieri regionali e' stata intasata dalle mail di protesta provenienti da tutta Italia.
Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha infatti disposto il rinvio della proposta del consigliere del Pdl Luca Ricciuti per approfondire le questioni procedurali che Acerbo aveva sollevato.
«A mio parere la proposta di legge non può essere posta all'ordine del giorno e va ripresentata riprendendo l'iter dall'inizio», spiega il consigliere di minoranza. «Per ora abbiamo vinto soltanto un round. Ringrazio associazioni e cittadini che raccogliendo l'allarme che ho lanciato nei giorni scorsi hanno dato vita a una formidabile mobilitazione».
Il progetto presentato dall’esponente del Pdl prevedrebbe il taglio dall’area del Parco di oltre 4000 ettari con l’esclusione della Piana di Campo Felice, di tutta la cresta dalla Punta dell’Azzocchio fino a Monte Rotondo, comprese le pendici ricadenti nei Piani di Pezza, l’area prativa e alluvionale tra Rocca di Cambio, Terranera e Rocca di Mezzo.
Gli ambientalisti hanno fatto notare che le aree umide della Piana di Campo Felice e di Le Prata che verrebbero escluse conservano specie floristiche uniche di importanza nazionale per il mondo vegetale, a rischio d’estinzione, oltre che a specie endemiche e di grande significato biogeografico, tra le quali ricordiamo il Sedum nevadense (in Italia noto solo a Campo Felice), la Klasea lycopifolia, Myosurus minimus, Artemisia atrata, Sesleria uliginosa e Gentiana pneumonanthe e di entità di inserite nelle liste rosse nazionale o anche prioritarie in Direttiva 92/43/CEE