ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Abruzzo/ Elezioni regionali, Avvocatura dello Stato dice sì al voto a maggio

Cinque mesi ‘regalati’ a Chiodi, Pagano rende noto il parere

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CONSIGLIO REGIONALE

ABRUZZO. L'Avvocatura dello Stato ha dato parere favorevole sul voto in Abruzzo per il 25 e 26 maggio 2014, in concomitanza con le elezioni Europee.
Il quesito era stato posto dai vertici del ministero dell'Interno al quale si erano rivolti il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e quello del Consiglio, Nazario Pagano.
A riferire del pronunciamento è lo stesso Pagano, che si era già espresso per far slittare il voto in modo da ottenere un risparmio di risorse e favorire l'affluenza.
Una ipotesi che piace praticamente solo al Pdl (sebbene Chiodi continui ad insistere che va bene il voto a novembre) e meno ai partiti della minoranza che hanno sempre parlato di uno stiramento troppo lungo che regalerà al Governo Chiodi 5 mesi in più di amministrazione rispetto alla naturale conclusione del mandato, a dicembre.
Alfonso Mascitelli (Idv) chiede a Pagano di mostrare il parere integrale dell’Avvocatura e di chiarire soprattutto se questo parere risponda alla questione fondamentale. Ovvero, con la prorogatio vi sarà o meno la ordinaria amministrazione da parte di giunta e Consiglio regionale?
«Devono dire chiaramente ai cittadini abruzzesi – ha spiegato Mascitelli – se dalla scadenza naturale all’election day con le Europee c’è o non c’è la prorogatio degli organi e quindi il vincolo a poter fare solo ordinaria amministrazione e quindi di fatto la paralisi legislativa e programmatoria della nostra regione»
L’ Abruzzo ha già vissuto questa esperienza. La Corte Costituzionale con sentenza n. 68/2010 dichiarò costituzionalmente illegittime due leggi della nostra regione, la numero 14 e 17 approvate in ottobre e novembre 2008, proprio nel periodo in cui il Consiglio regionale era in evidente regime di prorogatio. «L’Abruzzo sarebbe il primo caso in assoluto, da quando sono state istituite le regioni, di una legislatura che dura cinque anni e mezzo per convenienze politiche», fa notare Mascitelli.
Pagano aveva spiegato che il caso abruzzese potrebbe equipararsi a quello sulla election day di Lazio e Lombardia. Ma per Mascitelli non è così: «si trattava di scioglimenti anticipati e non posticipati dei rispettivi consigli per le note vicende giudiziarie».
« L’importante - ha concluso l’esponente dell’Idv – è che ognuno si assuma le proprie responsabilità dentro il centrodestra, smettendola con il teatrino delle parti in cui Chiodi si sente vincitore e vuole le elezioni a novembre e Pagano si sente la responsabilità istituzionale di risparmiare chiedendo il voto a maggio».