LA SENTENZA

Sentenza Corte Costituzionale, salve Abruzzo Sviluppo, Sviluppo Italia e Sistema spa

Ruffini: «adesso la Regione si adegui»

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Sentenza Corte Costituzionale, salve Abruzzo Sviluppo, Sviluppo Italia e Sistema spa





ABRUZZO. «Adesso la Regione Abruzzo riveda le sue decisioni su Abruzzo Sviluppo, Sviluppo Italia Abruzzo e Sistema spa».
E’ questo l’invito del consigliere regionale Claudio Ruffini dopo che una sentenza della Corte Costituzionale (n.229/2013) ha stabilito che le Regioni non devono più procedere ai sensi dell’articolo 4 del Decreto Legge 95/2012 allo scioglimento delle proprie società pubbliche partecipate.

In virtù di questa sentenza, cambiano gli scenari in Abruzzo di due importanti società pubbliche: Abruzzo Sviluppo e Sistema spa che non dovranno essere più sciolte ma al contrario potranno continuare ad esistere. Si dovrà procedere celermente alla definitiva acquisizione di Sviluppo Italia Abruzzo da parte di Abruzzo Sviluppo.
«Mi rivolgo all’assessore Castiglione» dice Ruffini «affinché si proceda rapidamente ad attuare quanto deciso dal Consiglio regionale, che prima con una legge e poi con una risoluzione entrambe votate all’unanimità, aveva stabilito che Abruzzo Sviluppo dovesse incorporare Sviluppo Italia».
Acquisizione che dovrà necessariamente riferirsi sia al livello societario, nonché del patrimonio e dei servizi, con il relativo trasferimento del personale di Sviluppo Italia.
Personale tuttora in servizio che mantiene i servizi alle imprese e che è senza stipendio da aprile 2013.
«Bisogna evitare di togliere dal territorio la presenza di questa importante società che offre servizi alle imprese» spiega Ruffini, «inspiegabilmente gli Uffici di Sviluppo Italia dell’Aquila sono stati chiusi e nessuno sa il perché e chi l’ha deciso. Così come bisogna evitare che Sviluppo Italia dismetta il proprio patrimonio per pagare i debiti».

Secondo Ruffini questa importante operazione consentirebbe alla Regione Abruzzo di acquisire un patrimonio immobiliare di circa 6/7 milioni di euro al costo simbolico di 1 euro, permettendo inoltre alla stessa «di ritrovarsi con personale qualificato ed in grado di lavorare alle istruttorie dei fondi comunitari e dei fondi FAS destinati al settore produttivo, finanziamenti che attualmente non vengono erogati ed utilizzati perché manca in Regione personale professionalizzato. Va evitato un aggravio di spese per il ricorso a società esterne che facciano l’istruttoria dei fondi alle imprese».
Infine su Sistema spa secondo Ruffini «bisogna ritornare sulle decisioni assunte da Arpa» ed in pratica: non procedere a nessuna aggiudicazione della gara espletata; riorganizzare i servizi di Sistema, «salvaguardando il personale assunto, in modo da evitare le perdite registrate dalle cattive gestioni degli ultimi tre anni».