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Abruzzo. Arpa, Filt Cgil vuole la testa del presidente Cirulli

«Almeno 10 motivi per mandarlo a casa»

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Abruzzo. Arpa, Filt Cgil vuole la testa del presidente Cirulli

Cirulli e Morra


ABRUZZO. Questa mattina nel corso di una conferenza stampa la Filt Cgil ha chiesto la testa del presidente dell’Arpa Massimo Cirulli.
«Ci sono almeno dieci motivi per mandarlo a casa», ha spiegato il segretario regionale Franco Rolandi.
«A prescindere dalle chiare responsabilità politiche che vi sono e che affronteremo in un altro contesto, riteniamo che gli amministratori di una società siano i primi responsabili delle imprese che dirigono. Essi vanno valutati in base ai risultati conseguiti a livello gestionale, economico e finanziario e nel caso di Arpa tutti questi elementi di valutazione sono fortemente negativi. In qualunque altra società e in altri contesti questo scenario avrebbe determinato l’immediato allontanamento di chi amministra e dirige l’impresa.
Invece nel caso di Arpa, assistiamo paradossalmente a continue dichiarazioni della proprietà (ovvero la Regione Abruzzo) di approvazione e di apprezzamento nei confronti dell’Arpa giudicata dal presidente Chiodi e dall'Assessore Morra “un’azienda sana con grandi prospettive, con grande capacità programmatoria e che non ha eguali in Abruzzo”».
Ma l’Arpa, ormai il bilancio lo conoscono tutti, ha fatto registrare una perdita di esercizio negli ultimi 3 anni pari a 10.098.960 euro cifra superiore allo stesso Capitale sociale che ammonta a poco meno di 9 milioni di euro. La perdita nel solo 2012 è già di per sè superiore al 50% del Capitale sociale. Risultati negativi pesanti nonostante un forte aumento delle entrate derivanti dai titoli di viaggio e un'altrettanta consistente diminuzione del costo del lavoro.

«Non è affatto credibile la valutazione che il Cda unitamente al Collegio Sindacale pone in essere rispetto alle cause che hanno determinato il forte disavanzo (gasolio, percorrenze non contribuite e ritardi nella liquidazione dei contributi di esercizio). Negli ultimi anni infatti sono stati immessi Autobus euro 5 e a metano che notoriamente determinano un basso impatto sui consumi. Se l'aumento del gasolio rappresentasse (come sostiene Arpa) un fattore determinante nei bilanci delle società, tutte le aziende di tpl dovrebbero registrare simili dissesti finanziari».
Per i sindacati, inoltre, in questi tre anni la società non ha prodotto alcun piano d'impresa «per migliorare e riorganizzare i servizi da un lato ed a ridimensionare gli sprechi.
La Filt Cgil Abruzzo ha annunciato di aver attivato lo stato di agitazione di tutto il personale Arpa la cui prima fase si è già conclusa con esito negativo dopo un primo confronto con l'azienda.
La prossima settimana sono in programma assemblee sui luoghi di lavoro in preparazione della seconda fase di confronto con l'azienda in Prefettura a Chieti e per la quale è stata avanzata una richiesta ufficiale per la presenza contestuale di un rappresentante della Regione Abruzzo.