AMBIENTE

Abruzzo. Orso ucciso nel Parco, interrogazione al Ministero: «trovare i responsabili»

Chiesto anche di superare la gestione commissariale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3651

orso bruno




ABRUZZO. Il presidente della Commissione Ambiente della Camera presenta un’interrogazione al ministro dell’Ambiente sul caso dell’Orso ucciso nel Parco Nazionale d’Abruzzo
«Trovare al più presto i responsabili dell’uccisione dell’orso di nome Stefano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e mettere in campo azioni per prevenire il ripetersi di tali gravi atti di bracconaggio in futuro», lo dichiara Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sul caso.
L'animale, un maschio in ottime condizioni fisiche, è stato rinvenuto nel comune di Castel San Vincenzo (Isernia), nel versante molisano del Parco, alle pendici del Monte Marrone.
Immediatamente l'esemplare è stato recuperato e trasportato presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo e l'Istituto Zooprofilattico di Teramo per accertare le cause della morte. Dall'esame radiografico della carcassa del plantigrado sono stati evidenziati due proiettili, di cui uno nella regione cranica e l'altro a livello dell'articolazione scapolo-omerale (quest'ultimo sembrerebbe piuttosto datato e quindi non responsabile della causa di morte) oltre a diversi pallini sparsi lungo tutto il corpo.


«ATTO GRAVISSIMO»
«Attentare alla fauna dei nostri parchi è un atto gravissimo – prosegue Realacci -, reso in questo Caso ancor più grave, come sottolineato dal commissario del Parco Giuseppe Rossi, dal fatto che l’episodio sia avvenuto in una zona del Parco sino ad oggi al riparo da fenomeni di bracconaggio».
«Purtroppo – spiega il Presidente della Commissione Ambiente della Camera - nonostante l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise abbia messo in atto importanti iniziative di contrasto di attività illegali e di tutela proattiva, quali ad esempio l’assunzione in concessione diretta di territori Comunali strategici per la tutela e la sopravvivenza della specie, il controllo sanitario di bestiame domestico, il miglioramento costante della regolamentazione degli indennizzi dei danni provocati dalla fauna protetta, e il miglioramento delle relazioni con istituzioni e operatori locali, compresi allevatori e agricoltori, negli ultimi mesi si sono registrate numerose uccisioni di altre specie di fauna protetta: segnatamente di Lupo Appenninico».
Per questo Realacci ha chiesto al ministro di attivare un coordinamento operativo-investigativo tra l’Ente Parco, il Cta del Corpo Forestale dello Stato e il Noe del ministero dell’Ambiente al fine di coadiuvare le indagini e trovare al più presto i responsabili, di istituire un tavolo tecnico con le tre Regioni interessate dal Parco per l’approvazione del relativo Piano e per l’istituzione dell’Area Contigua, di approvare il regolamento e di nominare al più presto il Presidente del Parco, superando così l’attuale gestione commissariale.