SANITA'

Abruzzo. Sanità promossa a Roma, sbloccati altri fondi

Chiodi chiede al ministero la fine del commissariamento

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Gianni Chiodi

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ABRUZZO. La sanità abruzzese è stata promossa ieri nei conti dal Tavolo romano di monitoraggio.
Ed il presidente Gianni Chiodi ha chiesto ufficialmente la fine del commissariamento, come anticipato venti giorni fa da PrimaDaNoi.it. Questo significa il suo addio al ruolo di commissario. Il tavolo “Massicci” si è trovato infatti di fronte al terzo anno di risultato positivo del bilancio della sanità regionale e non ha potuto fare altro che prendere atto che il percorso virtuoso intrapreso dall’Abruzzo sembra ormai definitivamente “metabolizzato”, anche per il contributo ferreo ed impermeabile a tutte le diverse sollecitazioni da parte dei sub commissari Giovanna Baraldi e Giuseppe Zuccatelli.
La delegazione abruzzese era formata da Gianni Chiodi, assistito da Maria Crocco, direttore dell’assessorato alla sanità, dall’assessore Carlo Masci accompagnato dalla sua struttura operativa del settore Bilancio, cioè i mastini dei conti Cipollone e Ibello, e da altri funzionari dell’assessorato alla sanità e del sub commissario. La sensazione da tutti riportata è stata quella di avvertire che finalmente il tavolo romano di monitoraggio fosse meno prevenuto e più disponibile ad allargare i cordoni della borsa.

Infatti Chiodi e Masci hanno chiesto lo sblocco di altri finanziamenti, considerate ormai le condizioni positive dei conti ed hanno incassato anche un ok sulla questione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza che in Abruzzo sembrano ormai arrivati ai livelli chiesti dal ministero. Queste sono le prime indiscrezioni che filtrano dalla delegazione che come sempre ha secretato le informazioni in attesa di qualche conferenza stampa dedicata. In realtà la notizia dell’ok ai conti in questo caso viene oscurata dalla richiesta di dimissioni di Chiodi da commissario, che già era nell’aria e che proprio ieri il Nicola Tinari, consigliere provinciale a Chieti per Rifondazione comunista aveva sollecitato con una risoluzione urgente inviata al presidente Di Giuseppantonio. Il che è giustificato dall’esigenza di far riprendere alla Regione ed agli eletti in generale la programmazione e la competenza sulla sanità del territorio.

Sebastiano Calella