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Abruzzo. Nove punti nascita in tutto l’Abruzzo

Chiudono i reparti dove non si nasce in sicurezza

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ABRUZZO. Sono nove i punti nascita previsti in Abruzzo, da dodici che erano rimasti.

Uno in più di quanti se ne prevedevano sia con il primo progetto commissariale sia con l’ultimo documento tecnico elaborato dal Cpnr, comitato percorso nascita regionale. Il decreto commissariale elenca Asl per Asl i nove punti nascita “sopravvissuti”: L’Aquila, Avezzano e Sulmona, Chieti, Lanciano e Vasto, Pescara, Teramo e Sant’Omero. La new entry è Sulmona, per cui hanno giocato favorevolmente le condizioni oro-geografiche del bacino di utenza interno.

La scelta dei nove punti nascita è arrivata dopo uno screening tecnico delle strutture esistenti, ma sono prevedibili reazioni e polemiche per la chiusura dei punti nascita di Atri e Giulianova e soprattutto di Ortona, visto che da tempo al Bernabeo la Asl di Chieti ha programmato la creazione di un ospedale per la donna che a quanto pare sta perdendo i pezzi. Dunque non è stato semplice per l’attuale sub commissario Giuseppe Zuccatelli “partorire” questo provvedimento, viste le polemiche sorte un anno fa, quando il suo predecessore Giovanna Baraldi propose di far restare attivi solo 8 punti nascita applicando la normativa nazionale che impone non tanto e non solo un adeguato numero di parti (tendenzialmente mille), ma soprattutto un cambio di mentalità: al centro del parto va messo il nascituro e non la madre. Detto in altre parole, prevale il diritto di nascere in sicurezza e non la comodità della madre. Ed è compito di una moderna sanità predisporre strutture di assistenza adeguate, come la neonatologia, che non possono essere realizzate in tutti gli ospedali.

Lo conferma anche Pino Sabatino, neonatologo dell’Università di Chieti, che è stato l’anima del Comitato percorso nascita della regione, presieduto da Maria Crocco, direttore dell’assessorato regionale alla sanità: «Comprendo i motivi delle prevedibili lamentele, ma non li condivido – spiega Sabatino – insieme ai colleghi neonatologi e pediatri di tutto l’Abruzzo, presenti nel Comitato, abbiamo messo in primo piano i diritti del neonato. Spesso si confonde il “parto in sicurezza” con i numeri dei nati che abiliterebbero un ospedale a conservare aperto il punto nascita. Il problema però non è arrivare ai mille parti almeno ogni anno, ma di farli in sicurezza. Perciò c’è stato parere negativo per Ortona: le condizioni non erano adeguate a questo nuovo principio».

Il che ha spazzato via l’impegno dei politici locali a mantenere attive le varie strutture ora chiuse e ha vanificato le promesse dell’assessore regionale Mauro Febbo che si era impegnato per la difesa del punto nascita di Ortona.

Ora che il decreto è pronto sarà difficile fare marcia indietro e sostenere che alcune chiusure non dovevano avvenire, viste le ragioni tecniche di questa riorganizzazione sul territorio. Forse queste decisioni dovrebbero venire dalla politica e dunque condivise e ragionate e non dall’ufficio commissariale. Infatti si può elaborare un progetto in regola con la normativa, ma tocca alla politica gestire queste scelte, magari attrezzando adeguatamente con personale e attrezzature tecnologiche le strutture esistenti (se veramente si vuole che non chiudano) e adeguando quelle che restano aperte. Se appare corretto chiudere un punto nascita insicuro, i parti che da queste chiusure si riverseranno sui punti nascita aperti troveranno strutture già in affanno, con personale ridotto ed ai limiti dell’eroismo e con posti letto non aumentati in vista dei nuovi arrivi.

Ad esempio a Chieti servirebbero letti a castello. Qualcuno ha pensato di potenziare queste strutture? Non sembra.

Sebastiano Calella

ORTONA,FEBBO: «IL PUNTO NASCITA DEL BERNABEO NON E’ INDISCUSSIONE»

 «Le proposte tecniche elaborate da un’apposita commissione saranno attenzionate e valutate da questo Governo regionale che oggi è chiamata, con rigore e serietà, a  riorganizzare sia il percorso nascita sia la sanità intera in Abruzzo». Cosi risponde l’assessore regionale Mauro Febbo ad alcune notizie sulla paventa chiusura di tre punti nascita su dodici.  

«Mi preme ribadire – afferma Febbo -  la mia personale posizione, condivisa e sostenuta dal Governo regionale, dove non risulta in programma nessuna chiusura del punto nascita dell’ospedale Bernabeo. Infatti il Presidente Gianni Chiodi, ha sempre condiviso con il sottoscritto il progetto Punto nascita presso l’Ospedale di Ortona e come ha dichiarato non firmerà alcun decreto senza la condivisione con le strategie politiche di rilancio della sanità in Abruzzo. Infatti la sicurezza – rimarca Mauro Febbo -  dei punti nascita e dei reparti di ostetricia per la tutela di neonati è uno dei punti chiave del piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese».

«Pertanto, fino a quando non vi saranno norme o direttive nazionale che mettono in discussione il nostro piano di riordino e organizzazione della sanità abruzzese, sia il Commissionario alla sanità Gianni Chiodi sia la Direzione sanitaria Lanciano-Vasto-Chieti portano avanti le politiche di rilancio dell'ospedale Bernabeo e delle altre strutture capaci di accogliere e predisporre un percorso nascita moderno ed efficiente».