ALLARMI INASCOLTATI

I pascoli di carta invadono l’Abruzzo: Copagri: «pericolo truffa»

Corsa all’occupazione da parte di pseudo società del nord

Redazione Pdn

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PASTORI ABRUZZESI




ABRUZZO. Nelle ultime ore Coldiretti ha lanciato l’allarme.
Pascoli abruzzesi ‘saccheggiati’ da società private e sconosciute che pagano, prezzi elevati e fuori mercato, per accaparrarsi gli appezzamenti pubblici che in questo modo vengono sottratti agli allevatori locali.
Coldiretti parla anche di «operazioni al limite della legalità» che adesso Copagri Abruzzo cerca di definire meglio. «Insieme ai colleghi di Marche, Lazio ed Umbria», spiegano gli allevatori, «stiamo rivendicando il diritto a godere delle aree pubbliche interne per poter pascolare il bestiame».
Ma come detto a volte incontrano un ostacolo: «queste aree», racconta ancora l’associazione di categoria, «sono ad esclusivo appannaggio di pseudo società del Nord Italia» che prendono in affitto l’area.
Per farci cosa? Di sicuro, hanno notato gli allevatori, hanno pochi capi di bestiame in carico, «i quali non esercitano alcun pascolo ma godono per intero dei diritti a premio comunitari; tutto ciò, molto spesso, con il compiacere delle pubbliche amministrazioni locali».
Infatti il giochetto è ingegnoso quanto scorretto: l’azienda in questo modo aumenta la superficie utilizzata e può riscuotere, senza diritto, i premi concessi dall’Unione Europea».


La stortura dipende dal fatto che il premio comunitario può essere corrisposto anche a fronte del mancato pascolo. Il solo vincolo consiste nel possesso delle superfici che debbono essere pari o superiori ai titoli posseduti.
Questa stortura potrebbe ulteriormente peggiorare a svantaggio degli allevatori locali se dovessero avverarsi le anticipazioni inerenti la PAC 2014/2020 che estende il premio comunitario a tutta la superficie posseduta. In alcune zone d’Italia le procure hanno anche cominciato ad indagare per presunte truffe e la stessa Corte dei Conti europea potrebbe, una volta scoperto l’inganno, chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite.
All’assessore regionale Mauro Febbo, presente all’assemblea tenutasi ieri l’altro a Cepagatti Copagri ha manifestato tutte le preoccupazioni avanzando delle proposte e chiedendo anche d’indicare, nelle linee guida dei prossimi bandi legati al psr per i prati – pascolo, di favorire le aziende con centri aziendali all’interno della regione e «di aiutarci a far maturare la convinzione e la cultura, presso le pubbliche amministrazioni locali delle aree interne, di dare priorità nelle assegnazioni delle aree a pascolo agli allevatori residenti ed attivi nel territorio».