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Abruzzo/ Gli appalti per il Cup regionale sono due. Entrambi segreti

Assunzioni di personale a tempo determinato: «non passare parola….»

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Abruzzo/ Gli appalti per il Cup regionale sono due. Entrambi segreti

L'assessorato

 

 

ABRUZZO. Si dirada il mistero dell’appalto per il Cup regionale.
Infatti la gara è stata già temporaneamente aggiudicata ad una società di Teramo alla quale però sono stati concessi ancora 30 giorni per integrare la documentazione. E soprattutto per far passare l’orientamento di riassumere il personale già in servizio nelle varie Asl, facendo sottoscrivere un altro contratto - sempre a tempo determinato - agli stessi dipendenti oggi nei Cup. Con l’aggiunta, meglio specificata per la società vincitrice, che il personale comunque impegnato sia adeguatamente formato proprio da chi ha vinto l’appalto.
E’ stata quasi una caccia al tesoro cercare di sapere che fine avesse fatto questo appalto da 60 mln: trappole, falsi avvisi, “ripassi domani”, “bisogna chiedere all’Ufficio stampa”, la “competenza è della Asl di Chieti che è la capofila”, insomma una vicenda su cui si è tentato – chissà perché – di sviare gli approfondimenti e di non dare mai risposte. Né risulta che l’ufficio stampa della Giunta abbia prodotto comunicati su questo argomento. Sulla vicenda complessiva si avverte quasi un’ossessione di segretezza e solo dopo molte insistenze si scopre che il mistero si basa su un equivoco: gli appalti infatti sono due, uno per il software, l’altro per il personale da assumere.
Il primo lo sta curando l’Arit, per il secondo capofila è la Asl di Chieti, anche se c’è una commissione composta dai rappresentanti dei Cup di tutte le Asl. Differenti sono anche i valori economici in gioco: l’Arit deve bandire un’asta modesta (qualche centinaio di migliaia di euro) per l’acquisto di un software che serve a far dialogare le varie Asl per le prenotazioni.
Così un utente della provincia di Chieti può – ad esempio - chiedere una prestazione anche a Teramo o altrove in Abruzzo.

L’APPALTO DEL PERSONALE
Più ricco il piatto milionario per l’appalto del personale: il vero filone d’oro di tutta l’operazione è proprio l’assunzione degli addetti al Cup, secondo i canoni classici dell’esternalizzazione dei servizi. Si tratta cioè di quel meccanismo che in origine si è affermato perché doveva far risparmiare (ma non è vero) e che ora è la vera gallina dalle uova d’oro dei manager che in questo modo riescono a bypassare il divieto di assunzione, come da Piano di rientro dai debiti che fissa i paletti per la spesa del personale. Contenti anche i politici interessati a piazzare qualche raccomandato.
Non a caso i lavori per questo appalto si concluderanno entro l’estate, proprio a ridosso delle prossime elezioni regionali. Ma c’è un altro aspetto emblematico. Tre Asl (Chieti, L’Aquila e Teramo) lavorano sul programma informatico della Iasi, Pescara usa ancora il vecchio sistema che smaltisce senza grossi problemi 3 mln di prestazioni/anno e che era attivo precedentemente anche a Chieti, dove è stato sostituito alcuni anni fa. Questo dimostra che certe strategie partono da lontano e solo oggi perciò trova spiegazione la sostituzione a Chieti di un programma che funzionava a favore di un altro destinato già allora ad essere utilizzato in tutte le Asl abruzzesi. Insomma il grande vecchio che organizza questi cambiamenti ha la vista lunga e realizza così i piani decisi a tavolino, magari facendo lievitare i costi (in Abruzzo 60 mln, solo 12 delle Marche) in un periodo in cui ci si cura di meno per mancanza di soldi. 


Sebastiano Calella