LE REAZIONI

Arresti Aca- Ater. «Scoperchiato un verminaio». Responsabilità «politiche vergognose»

«Corruzione bipartisan, è emergenza morale»

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ACA PERQUISIZIONI


ABRUZZO. Gli arresti di ieri nell’ambito dell’operazione Shining light hanno sollevato un polverone come quello che spesso si alza (e velocemente si assopisce) quando si parla di servizio idrico integrato.
L’arresto del presidente dell’Aca, Ezio Di Cristoforo, è quello che ha destato più clamore. Il presidente, già indagato in altre indagini, è sempre rimasto saldamente attaccato alla sua poltrona. Questa volta rischia di essere disarcionato anche se quando si parla di Aca nulla può essere dato per scontato.
Il Pd chiede un immediato cambio ai vertici dell’azienda comprensoriale acquedottistica ma anche dell’Ater , ‘colpita’ ieri da un triplice arresto: quello di Marcello Lancia, amministratore unico, Ernesto Marasco, dirigente e Alessandro Faraone, geometra.
«È necessaria una riforma che cambi radicalmente la governance del settore», dice Marco Rapino, vice segretario regionale del Partito Democratico, «che selezioni e promuova chi ha merito e competenza adottando modelli più efficienti che esistono in Italia e che altre Regioni da tempo stanno attuando»
Per Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) gli arresti di ieri «confermano innanzitutto che in Abruzzo la corruzione è sistemica e bipartisan (Di Cristofaro Pd, Lancia uomo del centrodestra). La questione morale, come Rifondazione Comunista denuncia da anni, è la vera emergenza di questa regione. Un’emergenza che centrosinistra e centrodestra cercano di occultare in quanto corresponsabili del degrado della vita pubblica. Il problema dell’Abruzzo è il perverso rapporto tra politica e affari e la spregiudicatezza del ceto politico e di un’estesa rete di dirigenti e tecnici». 


Acerbo ricorda che sono stati i sindaci del Pd che hanno confermato Ezio De Cristoforo - nonostante le inchieste già in corso - «mica lo spirito santo. D’altronde mezzo Pd è stato assunto all’Aca e ha vinto pure le primarie».
Cisl Abruzzo, Femca e Funzione Pubblica si dicono invece «seriamente preoccupate». «Il Sevizio Idrico Integrato permane inefficiente ed inefficace, i problemi, che si ampliano di giorno in giorno. La gestione dell’edilizia residenziale con 6 Ater è insoddisfacente, piena di sprechi e debiti. La Regione deve assumersi le proprie responsabilità. Bisogna avere il coraggio di fare scelte difficili perché i cittadini hanno diritto di usufruire di servizi efficienti».
Per il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua il quadro che emerge dalle accuse che accompagnano l’arresto di Di Cristoforo, «non sono altro che l’ennesima ombra su di una società tristemente nota per malagestione, disservizi e buchi in bilancio». Il Forum chiede ai Sindaci, soci e detentori del 100% del capitale di Aca S.p.A.,« troppo spesso conniventi con una gestione del servizio idrico clientelare e privatistica, uno scatto d’orgoglio per i propri cittadini e il bene comune Acqua. Ripubblicizzazione, come chiesto da milioni di cittadini attraverso il referendum, e audit sul bilancio di Aca S.p.A. sono un’opportunità per cambiare strada». 

«La procura ha scoperchiato un verminaio», commenta invece Carlo Costantini «è una goccia nel mare degli imbrogli colossali ed impuniti che hanno caratterizzato la gestione del settore. Duecento milioni sono i debiti dichiarati dalle società che gestiscono il servizio idrico integrato in Abruzzo, trecento milioni i crediti (quasi tutti falsi o comunque non più recuperabili) che iscrivono nei loro bilanci, trecento milioni il valore di beni patrimoniali che per legge le società non potrebbero iscrivere in bilancio (le reti e gli impianti sono beni demaniali ed indisponibili), ma che iscrivono ugualmente coprire altre debiti e centocinquanta milioni circa sono i debiti accumulati dalle gestioni degli ATO. Ecco perché non esito a definire un crimine contro la comunità degli abruzzesi la gestione del settore degli ultimi anni; un crimine al quale hanno offerto il loro contributo, più o meno consapevole, tutti quelli che (alcuni Sindaci, in particolar modo), pur avendo il potere ed il dovere di controllare, hanno fatto gli struzzi e messo di continuo le teste sotto la terra». 
«Lasciamo alla magistratura il suo compito in totale autonomia», chiede invece Alfonso Mascitelli (Idv), «ma è chiaro che questa vicenda fa riemergere come la responsabilità politica di chi ci governa sia a dir poco scandalosa. Sono evidentemente in tanti ad avere interesse a conservare questa palude che fa da cortina fumogena a spartizioni bipartisan di posti e poteri clientelari, con disservizi ai cittadini e aumenti di costi e tariffe. Attendo che il PD convochi al più presto un tavolo che riunisca tutte le forze di cambiamento della nostra regione per dare priorità alla sottoscrizione di un patto morale con i cittadini».

Sinistra Ecologia Libertà Pescara, tramite il suo Coordinatore provinciale Roberto Di Lodovico, chiede, in una nota, «le dimissioni di tutti i vertici Aca». 
«Al di là delle conseguenze sul piano penale – prosegue il comunicato – che toccherà, come è ovvio, alla magistratura perseguire, noi ne traiamo conseguenze politiche: la gestione dell’Azienda Comprensoriale Acquedottistica ha avuto in questi anni una gestione poco trasparente e clientelare, cosa che noi denunciamo da anni, e per questo chiediamo l’azzeramento di tutti i vertici Aca e un nuovo corso fatto di trasparenza, democrazia e lotta allo spreco di risorse».
Il consigliere regionale Riccardo Chiavaroli chiede invece la riforma della governance delle acque, la creazione dell'Ater unica e l’approvazione del progetto di legge Chiavaroli/Costantini sulla trasparenza amministrativa. 
«Sarebbero – spiega il consigliere - tre passaggi nei quali la politica migliore potrebbe incidere positivamente senza dover attendere l'intervento di supplenza della magistratura».
Sinistra Ecologia Libertà Pescara, tramite il suo Coordinatore provinciale Roberto Di Lodovico, chiede, in una nota, «le dimissioni di tutti i vertici Aca». «Al di là delle conseguenze sul piano penale – prosegue il comunicato – che toccherà, come è ovvio, alla magistratura perseguire, noi ne traiamo conseguenze politiche: la gestione dell’Azienda Comprensoriale Acquedottistica ha avuto in questi anni una gestione poco trasparente e clientelare, cosa che noi denunciamo da anni, e per questo chiediamo l’azzeramento di tutti i vertici Aca e un nuovo corso fatto di trasparenza, democrazia e lotta allo spreco di risorse». Il consigliere regionale Riccardo Chiavaroli chiede invece la riforma della governance delle acque, la creazione dell'Ater unica e l’approvazione del progetto di legge Chiavaroli/Costantini sulla trasparenza amministrativa. «Sarebbero – spiega il consigliere - tre passaggi nei quali la politica migliore potrebbe incidere positivamente senza dover attendere l'intervento di supplenza della magistratura».