BATTUTE FINALI

Abruzzo/ Processo Sanitopoli, la parola alle difese. Venerdì il verdetto

Fino al 19 ultime arringhe; chiesti 12 anni per ex governatore

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Abruzzo/ Processo Sanitopoli, la parola alle difese. Venerdì il verdetto

Caiazza




PESCARA. Da oggi fino a venerdì ultime battute al processo Sanitopoli sulle presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che il 14 luglio 2008 travolse la Giunta regionale, portando l'Abruzzo a elezioni anticipate.
Stamattina parlerà in aula Giandomenico Caiazza, avvocato di Del Turco. La sua, secondo le previsioni, sarà una arringa fiume, volta a smontare tutto il teorema accusatorio e portare in salvo l’ex governatore. Poi toccherà a Marco Femminella, difensore dell'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone.
Giovedì prenderà la parola l'avvocato Giuliano Milia, che difende Lamberto Quarta, e Giulia Buongiorno che difende l’ex deputato del Pdl Sabatino Aracu. Il 19 ultima arringa per Cristiana Valentini avvocato dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga.
Poi il Collegio, presieduto da Carmelo De Santis, si riunirà in camera di consiglio per la sentenza che arriverà a cinque anni e 5 giorni dagli arresti che sconvolsero tutta la regione. 

Oltre a Del Turco finirono agli arresti assessori, consiglieri regionali e manager pubblici e privati. Il 12 giugno scorso il pm ha chiesto per Del Turco una condanna a 12 anni. 
Sono 25 in totale le persone che dovranno essere giudicate per accuse che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, all'abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio. Fra loro l'ex patron della casa di cura privata Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, "il grande accusatore": dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda. Fu proprio l' imprenditore, che nel processo è sia imputato (la richiesta del pm è di 3 anni) sia parte lesa (11 milioni di euro per danni morali la sua richiesta di risarcimento), a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra. 

E fu sempre lui a fare il nome di Del Turco come beneficiario di tangenti. Secondo l'accusa, in sostanza, dal 2003 al 2008 i vertici di due amministrazioni regionali, quella di Giovanni Pace prima e quella di Del Turco poi, sarebbero stati protagonisti di un malaffare che avrebbe portato pian piano al tracollo della sanità abruzzese. 
«Due gruppi di potere», a detta della procura, distinti fra loro, ma con elementi in comune. Uno dei quali rappresentato dalla figura dell'ex presidente della Finanziaria regionale, Giancarlo Masciarelli, ritenuto il vero protagonista delle cartolarizzazioni della sanità, e già uscito di scena nell' ambito del procedimento dopo aver patteggiato 3 anni e 4 mesi di reclusione per tale vicenda e per quella riguardante la Fira, la Finanziaria regionale abruzzese. Già condannato, invece, a due anni di reclusione dalla Corte d'Appello dell'Aquila per il reato di concussione per induzione, l'ex presidente di centrodestra della Regione Pace. Pace è stato comunque assolto dal reato di associazione per delinquere, mentre è stata dichiarata la prescrizione per il reato di abuso. In primo grado, l'ex presidente, che aveva chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, era stato assolto da tutte le accuse contestate. Nel procedimento, attualmente in corso nel Palazzo di giustizia pescarese, oltre alle 25 persone risultano imputate anche due società: Villa Pini d'Abruzzo e Barclays Bank.

CAIAZZA:«LA REPUTAZIONE DI DEL TURCO NON E’ UGUALE A QUELLA DI ANGELINI»
L’avvocato Caiazza è partito subito all’attacco e non ha deluso chi si attendeva “cose forti”.
«C'e' incredulita' nel dover immaginare che», ha detto durante la sua arringa, «un personaggio pubblico come Ottaviano Del Turco che ha segnato in modo preciso la sua vita nelle istituzioni possa essere improvvisamente divenuto il protagonista non di un fenomeno di corruzione politica, ma il protagonista, come leggiamo dalle imputazioni, di una vicenda concussiva di dimensioni, aspetti e modalita' spregevoli».
Questa mattina dopo molte udienze era nuovamente presente Ottaviano Del Turco, tra i 27 imputati nel processo su presunte tangenti nel mondo della sanita' abruzzese.
Caiazza prima di esaminare nel dettaglio tutti i capi di contestazione ha sostenuto che Del Turco «e' stato protagonista di storia morale straordinaria pubblica» e ha ricordato che «e' stato leader al vertice del movimento socialista operaio italiano e del piu' grande sindacato comunista italiano. In una realta' come quella dell'epoca se non sei una persona che ha vissuto di un'integrita' morale leggendaria non sopravvivi due giorni».
 Caiazza ha fatto anche riferimento alla citazione del pm Bellelli di Sandro Pertini fatta nel corso della requisitoria: «non poteva - ha detto Caiazza - essere fatto un riferimento piu' infelice. Del Turco per volonta' di Sandro Pertini e' stato curatore della fondazione Pertini a Savona. Del Turco era un frequentatore quotidiano della casa di Pertini ed era uno dei riferimenti politici e socialisti di Pertini». L'avvocato ha concluso la sua premessa facendo leva sul tema della reputazione di Del Turco «stratificata in 60 anni di vita pubblica. Aver vissuto 60 anni come Ottaviano Del Turco e 60 anni come Angelini non e' la stessa cosa e non e' un problema da cui non potete prescindere quando dovrete decidere se credere a un fatto detto da uno e negato dall'altro».
 Caiazza ha anche evidenziato che Del Turco «e' sempre stato presente alle udienze fino a quando ha potuto per onorare formalmente il tribunale. Poi se non e' stato piu' qui e' perche' non e' piu' stato possibile. Oggi ha ritenuto di dover essere qui».

«ANGELINI STALKER DI DEL TURCO»

«In tutta l'affabulazione accusatoria di Angelini non c'e' mai una circostanza fattuale che possa dare concretezza alle accuse», ha detto ancora Caiazza.  L'avvocato, riferendosi in particolar modo ai viaggi dell'ex imprenditore della sanita' a casa di Del Turco, a Collelongo, ha sostenuto la «natura fantasiosa e calunniosa» delle dichiarazioni di Angelini e ha detto che l'ex titolare di Villa Pini «non e' il concusso, e' lo stalker di Del Turco. Questo e' un processo per stalker non per tangenti». A proposito dei prelievi effettuati da Angelini ha fatto notare che sono tanti «un marasma, un mare di prelievi, che a valore di riscontro dimostrano l'impossibilita' di una ricostruzione umana da parte di Angelini». Caiazza ha inoltre sostenuto che il valore indiziario dei prelievi e dei telepass di Angelini «e' zero spaccato». Tra le altre cose ha fatto notare «il contrasto insanabile tra le dichiarazioni di Angelini e della moglie» in quanto l'ex titolare di Villa Pini «ha sempre detto di non avere un'agenda, una memoria scritta, relativa agli episodi concussivi. La moglie ha invece dichiarato che Angelini aveva un elenco scritto».

«Noi dobbiamo essere assolti perché non abbiamo commesso il fatto», ha detto  l'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco a margine dell'udienza. Riguardo al suo stato d'animo ha spiegato che è quello «di uno che ha sentito le prove della sua innocenza. Una giornata ad ascoltare la prova provata della propria innocenza è una bella giornata al Tribunale di Pescara».
In merito alla richiesta di condanna a 12 anni di reclusione, avanzata dalla procura nei suoi confronti, Del Turco ha detto di non voler giudicare le decisioni dei pm, sottolineando che l'arringa del suo avvocato difensore «é superba da ogni punto di vista». 
«Capita - ha proseguito - che la costituzione attribuisce alla Procura il compito di dimostrare la colpevolezza di un imputato. Qualcuno invece pensa che tocca agli imputati dimostrare la loro innocenza. Non è così, è un'idea della Costituzione che sembra più appartenere ad altri secoli della storia non bellissimi, al secolo delle inquisizioni».
DEL TURCO: «DOBBIAMO ESSERE ASSOLTI»

«Noi dobbiamo essere assolti perché non abbiamo commesso il fatto», ha detto  l'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco a margine dell'udienza. Riguardo al suo stato d'animo ha spiegato che è quello «di uno che ha sentito le prove della sua innocenza. Una giornata ad ascoltare la prova provata della propria innocenza è una bella giornata al Tribunale di Pescara».In merito alla richiesta di condanna a 12 anni di reclusione, avanzata dalla procura nei suoi confronti, Del Turco ha detto di non voler giudicare le decisioni dei pm, sottolineando che l'arringa del suo avvocato difensore «é superba da ogni punto di vista». «Capita - ha proseguito - che la costituzione attribuisce alla Procura il compito di dimostrare la colpevolezza di un imputato. Qualcuno invece pensa che tocca agli imputati dimostrare la loro innocenza. Non è così, è un'idea della Costituzione che sembra più appartenere ad altri secoli della storia non bellissimi, al secolo delle inquisizioni».

«ASSOLUZIONE PER CESARONE»

«Assoluzione perche' il fatto non sussiste per tutti i capi di imputazione».  E' la richiesta dell'avvocato Marco Femminella per l'ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone, avanzata nel corso della sua arringa al processo su presunte tangenti nel mondo della sanita' abruzzese. «Cesarone - ha detto l'avvocato - e' qui perche' reo di non essere stato capace di aiutare Angelini, per cui aveva lavorato in passato, ad evitare che il suo budget scendesse e i posti letto diminuissero». Intanto nei giorni scorsi i pm Bellelli e Di Florio hanno depositato una memoria di 1.300 pagine riguardante il processo.

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