TRASPORTO PUBBLICO

Abruzzo. «Arpa rischia il fallimento ma la Regione deve sborsare 30 milioni di euro»

I sindacati lanciano l'allarme: «perché Cirulli non protesta?» Mercoledì sit in a Teramo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4764

Chiodi, Cirulli, Morra

Chiodi, Cirulli, Morra




ABRUZZO. Si terrà domani mattina (ore 10.30) in Piazza San Francesco a Teramo il sit in organizzato dalle segreterie provinciali dei sindacati dei trasporti per avere risposte dall’Arpa.
Da un lato le sigle sindacali denunciano «l’ennesimo tentativo» della società di penalizzare il territorio della provincia di Teramo e, dall'altro, chiedono di far luce sulle «pessime condizioni economiche/finanziarie» in cui versa proprio l'impresa regionale che, secondo le intenzioni del presidente Chiodi, dovrebbe incarnare il ruolo della società incorporante della futura azienda unica.
Un mese fa, come raccontano Fit Cisl e Uil Trasporti nel corso di un incontro pubblico per bocca del presidente dell’Arpa Massimo si è materializzato lo spettro del fallimento di quella che è trasversalmente una delle più grandi realtà imprenditoriali regionali.
«La Regione», denunciano i sindacati, «ha assecondato tali affermazioni, generando il clima da catastrofe imminente con il quale, in casi come questi, tutto è lecito».
Ma secondo i rappresentanti sindacali la situazione sarebbe diversa da come è stata prospettata: «i circa 5 milioni di euro di perdita con i quali si è chiuso il bilancio di Arpa sono frutto, in gran parte, della scelta di acquistare pullman nuovi ammortizzando l’esborso negli anni successivi».

LE VARIE CRITICITA’
«Il bilancio di Arpa», analizza Franco Rolandi della Filt Cgil, «approvato solo la scorsa settimana dallo stesso assessore Regionale Morra, annovera condizioni notevoli di criticità che sono state omesse dagli stessi amministratori della società nel corso dei tavoli istituzionali con la Regione Abruzzo».
Secondo i sindacati oltre alle perdite di esercizio (che solo negli ultimi 3 anni ammontano a oltre 9 milioni di euro) nonostante la forte riduzione delle unità lavorative, la contrazione del costo del personale e il deciso aumento dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio, il vero allarme è rappresentato dall'esposizione debitoria verso i fornitori e verso le banche.
Così come non convince la situazione creditoria «soprattutto nell'aspetto riguardante l'esigibilità di alcuni milioni di euro che Arpa vanta proprio nei confronti della Regione Abruzzo», sottolinea Rolandi, «e che la stessa stenta a riconoscere in un gioco delle parti che non ci piace affatto anche perché interessa circa un migliaio di lavoratori».

CREDITI PER OLTRE 30 MILIONI
Ma quanti soldi deve la Regione all’azienda? Secondo la ricostruzione di Fit Cisl e Uil Trasporti l’Arpa vanta un milione e 574.000 chilometri regolarmente fatti e non contribuiti.
«Ci sono i conguagli relativi al periodo che va dal 2004 al 2012», spiegano Alessandro Di Naccio e Giuseppe Murinni, «che annualmente la Regione Abruzzo ha ratificato votando il bilancio Arpa».
E poi ancora corse bis relative agli anni 2010, 2011 e 2012 «non contribuite dalla Regione» o fondi Fas ancora sulla carta. «Parliamo, sommando il tutto», vanno avanti Di Naccio e Murinni, «di circa 30 milioni di euro. A tutto questo si aggiunge la valutazione sulla esigibilità di detti crediti, ancora oggi una vera nebulosa nel mare magnum della normativa e del bilancio regionale, che tra l’altro si è dimenticato di rifinanziare lo specifico capitolo del contratto integrativo regionale negando silentemente 25 euro a ciascun autoferrotranviere d’Abruzzo, pubblico e privato».
I sindacati chiedono di sapere se questi debiti, o parte di essi, non sono esigibili, come sono stati redatti i bilanci negli anni passati ? «I Consigli di Amministrazione hanno svolto appieno il loro compito ? E se sì, con quale obiettivo ? In altri termini, se chi deve dei soldi all’Arpa onorasse i propri debiti, saremmo di fronte ad una Azienda solida e produttiva. Ma perché il Presidente Cirulli sembra non infervorarsi su questi temi ? E’ o non è il rappresentante legale dell’Azienda creditrice? Certo che sì ma con un piccolo dettaglio: il debitore in questione è proprio la Regione Abruzzo ed il Presidente, unitamente ai Consiglieri di Amministrazione, nei rispettivi ruoli, li ha messi proprio quella politica alla quale dovrebbero chiedere conto».