DENTRO I PALAZZI

Abruzzo. Ecosfera, «quella cupola segreta fatta di conflitti d’interessi e connivenze regionali»

La denuncia senza remore di un dirigente regionale contro la spa finita sotto inchiesta.

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Antonio Perrotti

Antonio Perrotti



ABRUZZO. La prima notizia è che la procura de L’Aquila ha chiuso le indagini denominate “Caligola” per accuse di corruzione associazione a delinquere, truffa e altro ancora.
Tra coloro che rischiano il processo c’è Duilio Gruttadauria, dominus della spa Ecosfera, il vice presidente della giunta regionale e assessore Pdl allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione, l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, Lamberto Quarta, ex braccio destro della giunta dell’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, l’ex consigliere regionale Camillo Cesarone, Annamaria Teodoro, moglie di Gruttadauria, il dirigente regionale Vanna Andreola e il marito Michele Galdi, consulente dell’Ecosfera e della Cyborg di Chieti, Corrado Troiano, socio della Cyborg, Mario Gay, presidente di commissione di gara per un bando pubblicato dall’Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo con sede a Roma, Domenico Peca, presidente della Welfare Net e Bernardo Notarangelo, dirigente della Regione Puglia.
Balza subito all’occhio come l’inchiesta abbia coinvolto in maniera bipartisan uomini politici di grosso calibro e veterani della politica di destra e sinistra.
Un fatto incontestabile pure che Ecosfera era ben vista dalle diverse amministrazioni non solo regionali che l’hanno voluta per incarichi milionari.
La seconda notizia è che il dirigente regionale e sindacalista della Cgil, Antonio Perrotti, come aveva già fatto tempo fa in una sua denuncia questa mattina lancia accuse precise verso un sistema che lui chiama «cupola» che avrebbe di fatto avvantaggiato la società incaricata di modificare leggi importanti per la regione a vantaggio di svariate lobbies. Incarichi commissionati dalla politica per fare il ‘lavoro sporco’ in un marasmo di commistioni e conflitti di interessi che di fatto avrebbero annullato ogni controllo.

«I VIZI CRONICI DELLE ESTERNALIZZAZIONI»
Anche l’inchiesta della procura de l’Aquila secondo Perrotti ha «mostrato i vizi cronici delle "esternalizzazioni" a qualsiasi livello: esse sono utilizzate dalla P.A. come mezzi per aggirare limiti finanziari, blocco delle assunzioni e autorevolezza e trasparenza delle scelte in una logica di scambio trasversale con la partitocrazia. La società Ecosfera è stata chiamata per fare questo e dare queste risposte ai vari livelli».
I vari livelli individuati dal dirigente sindacalista sono naturalmente la stessa Regione Abruzzo, l’Aret, il Comune di Ortona e molti altri enti pubblici per i quali la società di Gruttadauria lavorava (qui tutti i rapporti con gli enti pubblici in Abruzzo).
Tra gli incarichi maggiormente delicati individuati vi è la vicenda della Società di Trasformazione Urbana per il Porto di Ortona, con un incarico milionario, ma anche la consulenza altrettanto pesante per il porto di Pescara, e poi ancora il nuovo Piano Paesistico Regionale e la nuova Legge urbanistica regionale oltre che la programmazione dei fondi europei.
«Ad Ortona la Ecosfera, mentre si occupava di fondi europei, ha vinto con una proposta che prevedeva l’ampliamento del Porto e la cementificazione turistico/ricettiva dell'arenile a nord dello stesso», ricorda Perrotti, «per quanto riguarda il Piano Paesistico bisogna evidenziare che era stato proposto un semplice aggiornamento di quello del 1985/91 ad elaborazione interna (e gratuita!) e che, invece, al tempo dell’assessore Caramanico, fu fatto un Bando teleguidato che ha portato ad una sola proposta quella di Ecosfera per oltre 1.200.000 euro con il coinvolgimento di "consulenti INU"».

La responsabile di quel bando è stata l’architetto Patrizia Pisano ma secondo Perroti per la qualità del lavoro svolto e la difficoltà «quel bando è stato imbeccato dalla stessa società (ci saranno tracce di varie interlocuzioni via mail). Con quelle specifiche e con quei tempi... non poteva essere altrimenti».
«La Pisano», sostiene Perrotti, «ha avuto un primo incarico provvisorio nel 2006 (6 mesi/un anno) ai sensi dell’art. 2 della Legge Regionale in attesa di un concorso che, poi… non si è mai fatto».
Pisano oggi è dirigente della Direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, Tutela, valorizzazione del paesaggio e valutazione ambientale.
«Uno dei consulenti dell’Istituto nazionale di urbanistica sempre presente è stato il professor Properzi insieme all’architetto Mariotti anche lui diventato Dirigente a Teramo», dice Perrotti.


INCARICHI E CONFLITTI
In campo deontologico professionale tuttavia le norme prevedono che non si può essere incaricati di un piano e poi operare in quel comune e fare progetti a valle
«Ecosfera avendo molti incarichi di tipo immobiliare», spiega Perrotti, «non poteva e doveva accettare l’incarico per il nuovo Piano Paesistico... invece potendo lavorare sulle modifiche da fare al Piano vigente diventava automaticamente garante della praticabilità delle operazioni e in tal senso ampliava il suo mercato».
Tutto questo ha creato «promiscuità» e «conflitti di interessi» che hanno dato vita a grumi sempre più grandi di interessi e potere confondendo il controllore ed il controllato.
Nel frattempo scopriamo dalle indagini che venivano chiamati consulenti “eccellenti” come politici (è il caso di Massimo Luciani ex assessore del Comune di Pescara) o figli eccellenti con incarichi più o meno prestigiosi, più o meno prezzolati.


«IL DISEGNO DELLA CUPOLA»
«La strategia programmata trasversalmente da una "cupola regionale occulta"», sostiene Perrotti, «è quella di demolire un Piano Paesistico troppo vincolante (in aree come il Saline Piomba, Costa Teatina , Monte Greco, Mulino Taranta…), di superare una legge che obbliga i consiglieri a dichiarare i propri interessi immobiliari e ad astenersi e che fa delle Osservazioni dei cittadini un momento partecipativo fondamentale del processo di piano».
Così «nel nuovo Piano regionale paesistico vengono introdotti concetti normativi complementari tesi a non inibire per norma usi e trasformazioni (rinviando tutto a procedura di valutazione magari con l’aiuto di tecnici amici) con una invenzione dirompente “L'ambito dell'armatura urbana” : una sorta di Zona Franca dell'urbanistica nella quale imperversare con PRUSST, PRU ,PISU, Project financing e concessioni».
«Il concetto di armatura urbana», spiega meglio Antonio Perrotti, «apparentemente qualificante in quanto incunea nei comuni e nei cittadini un’ idea di forte sviluppo urbano e in tal senso affascina sindaci e politicanti… poi di fatto si traduce in una perimentrazione di tutto il territorio comunque urbanizzato all’interno del quale possono speditamente (anche se velleitariamente ..) essere praticate mega-qualificate architetture. Se andiamo a vedere le tavole infatti vengono messe a regime ordinario cioè a facile edificabilità estese aree perimetrali ai nuclei urbani senza nessuna attenzione alle invarianti ambientali e ai vincoli ivi preesistenti».