SANITA'

Abruzzo. Le Asl per conto loro: quattro atti aziendali disomogenei e troppo autonomi

Intersindacale e Cisl: «rispettare le regole fissate dal commissario»

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Abruzzo. Le Asl per conto loro: quattro atti aziendali disomogenei e troppo autonomi

Gianni Chiodi




ABRUZZO. Trasparenza e partecipazione nella sanità abruzzese? Chi le ha viste?
E’ una dimenticanza adottare d’ufficio gli Atti aziendali nelle quattro Asl oppure siamo di fronte ad un deliberato comportamento antisindacale?
Sono domande rivolte al presidente-commissario Gianni Chiodi dall’Intersindacale sanitaria in una nota del 12 luglio scorso, che si richiama ad una precedente richiesta di aprile alla quale nessuno ha dato risposta.
Tanto che – a quanto se ne sa –martedì è stato chiesto un incontro urgente con la struttura commissariale proprio su questa mancanza di risposte. Il confronto con i sindacati infatti rischia di essere un optional e questo determina l’anarchia con cui i quattro manager decidono (e tentano di far passare) gli atti aziendali, senza rispettare le indicazioni del Commissario e del tavolo ministeriale romano. Almeno a quanto denuncia l’Isa (che raggruppa 14 sigle) in quest’ultima nota inviata al presidente commissario e per conoscenza al ministro della salute, a Nicoletta Verì (presidente della quinta commissione), ai capigruppo in Consiglio regionale ed al direttore della programmazione sanitaria. 


Ad onor del vero, anche la Cisl il 3 luglio scorso aveva duramente criticato la Asl di Pescara per una serie di scelte che venivano contestate e soprattutto per il mancato confronto con il sindacato e con la stessa Cisl che lo aveva espressamente richiesto. Anche in questo caso non c’era stata nessuna risposta, forse perché la protesta della Cisl era stata derubricata come la “solita” lamentela sulle questioni del personale.
In realtà il problema sembra più ampio ed investe non una sola Asl, ma tutte e quattro. Secondo l’Isa, i manager hanno interpretato in maniera disomogenea le indicazioni regionali e così in alcune province sono previsti alcuni organismi di consultazione e di programmazione, in altre no.
Il che produce una diversità di assistenza ai cittadini, in barba all’obbligo di prevedere risposte uniche sul territorio nel rispetto dei Lea. Se a questo si aggiunge il mancato esame congiunto con i medici di base, i pediatri e gli specialisti sulla reale attuazione del Piano sanitario vigente, emerge un quadro di anarchia che confligge con la direzione unitaria che dovrebbe assicurare un Commissario governativo.


 Di fronte a certi atteggiamenti troppo autonomi di alcuni manager (circostanza rilevata anche da Giovanna Baraldi, il sub commissario che ha preceduto l’attuale Giuseppe Zuccatelli) si potrebbe presumere che nelle loro “contee” i dg non riconoscono il vincolo di subordinazione al commissario Chiodi che pure ci dovrebbe essere.
E’ solo l’inizio di un’anarchia sempre meno strisciante oppure è solo un anticipo di campagna elettorale? L’Isa ed anche la Cisl sono intenzionate a puntare i piedi e minacciano contenziosi amministrativi che potrebbero bloccare gli Atti aziendali in via di adozione. Ma si impegnano pure a presentare proposte migliorative condivise.

Sebastiano Calella