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Aeroporto Abruzzo, sindacati in allarme: «situazione potenzialmente esplosiva»

«Anche i dati di bilancio sono preoccupanti»

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AEROPORTO D'ABRUZZO -BUIO PESTO

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PESCARA. «Licenziamenti e rifiuto di corrette relazioni industriali: questa la ricetta propinata dai vertici aziendali».

Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Ugl Trasporto Aereo denunciano lo stato di crisi in cui versano le relazioni industriali nell’ambito della Saga, la Società di Gestione dell’Aeroporto d’Abruzzo.
«Abbiamo cercato di recuperare il tempo perduto a causa delle azioni unilaterali e drastiche, culminate con i licenziamenti, messe in campo recentemente dal management e dal Consiglio di Amministrazione della Saga. Tutto inutile», commentano Franco Rolandi, Amelio Angelucci, Giuseppe Murinni, Luciano Pantoni. «Per la Saga evidentemente non c’è possibilità di dialogo».
Per i sindacati c’è una situazione «potenzialmente esplosiva» con tutto ciò che ne potrebbe seguire per i lavoratori. «I dati di bilancio, benché si sbandieri il sostanziale pareggio», attaccano ancora i sindacati, «sono potenzialmente preoccupanti per stessa ammissione del presidente Laureti e si continua a non capire l’importanza della collaborazione con la propria forza lavoro, l’unica componente davvero interessata alle sorti della Società. Il tutto mentre i dati sui transiti peggiorano, ed anche in questo caso la logica del meno peggio ci preoccupa, e rischiano di far venire meno i parametri per il mantenimento dello scalo pescarese nel Piano infrastrutturale nazionale. E’ una situazione inaccettabile».
Le organizzazioni sindacali inoltre evidenziano alcune azioni indifferibili: «la Saga e l’Abruzzo hanno bisogno di un cambio di marcia perché l’aeroporto regionale rappresenta l’infrastruttura principale sulla quale puntare per un rilancio economico e sociale del territorio. Come sindacato ancora una volta abbiamo dato prova di essere pronti a fare la nostra parte. Per il resto è necessario individuare figure professionalmente adeguate al compito, e che a testimoniarlo siano i risultati e non gli spot, ed affermare con i fatti la condivisione di una politica dei trasporti realmente collegata alle aspettative della collettività».