POLITICA

Abruzzo. Elezioni regionali, l'unica certezza è che il sindaco Mastromauro non si dimette

«Gli impegni vanno mantenuti» ed il Pd insiste per le elezioni a novembre

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2856

Abruzzo. Elezioni regionali, l'unica certezza è che il sindaco Mastromauro non si dimette

Il sindaco Mastromauro


GIULIANOVA. Colpo di scena nella conferenza stampa tenutasi ieri mattina in una affollata Sala consiliare.
Il sindaco Francesco Mastromauro, smentendo clamorosamente quanto riportato dalla stampa, che dava per certe le sue dimissioni per concorrere alle elezioni regionali, ha invece affermato con decisione che rimarrà al suo posto, continuando a fare il sindaco.
«So che per molti è un colpo di scena. Evidentemente non mi si conosce a fondo, o si è sottovalutato il mio spirito di servizio e il mio amore per Giulianova», ha dichiarato il sindaco.
Solo due giorni fa l’Unione Comunale del Partito Democratico di Giulianova si era riunita per discutere sulle candidature per il rinnovo del Consiglio Regionale. In quella occasione era stata ribadita la richiesta a Mastromauro di mettersi a disposizione del Partito. Sembrava dunque una cosa fatta.
Ma il primo cittadino, a causa della norma che il centrosinistra ha ribattezzato ‘l’ammazza sindaci’ per candidarsi si sarebbe dovuto dimettere entro sabato prossimo.
Ieri lo ha detto chiaro e tondo: non lo farà. 


«Non faccio commissariare la mia città, perché la politica non è, né deve essere, un ufficio di collocamento, ma un vero, sincero servizio a favore della collettività. Occorre senso di responsabilità e rispetto per i cittadini. Ringrazio naturalmente il mio partito per la stima e la considerazione riposte in me; io rimango a fare il sindaco, non mi candiderò alla Regione. La politica, e per quanto mi riguarda è sempre stato così, non è una rendita di posizione o economica, né un coacervo di privilegi o, peggio ancora, un trampolino di lancio per assecondare personali ambizioni. La politica – conclude il primo cittadino - è bella, a patto però che venga vissuta come impegno e come attenzione: quindi senza mai rinunciare allo spirito di servizio che ne è, e deve continuare ad esserne, il lievito e la cifra caratterizzante».

PD: «CHIODI SI DECIDA»
Intanto il Pd insiste per conoscere a breve la data delle prossime elezioni intorno alla quale si agitano calcoli e manovre. Il 15 dicembre scade ufficialmente il mandato di Chiodi ma sulla data del ritorno alle urne c’è ancora nebbia fitta.
Ieri il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha annunciato che il nodo sarà sciolto prima della fine di luglio, dopo una ulteriore consultazione con il governatore in carica e il presidente della Corte d’Appello de L’Aquila.
«Chiodi cerca di ottenere il voto a maggio, altrimenti dice novembre. Va bene. Decidesse», commenta il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci.
«Si allunga di 6 mesi la legislatura motivando con un risparmio di qualche milione tale allungamento. Ovviamente non vengono contabilizzati (ed e' pure complicato) il costo di una lunga campagna elettorale».


Il Pdl vede come un'opportunità incrociare i congressi pd (il quale potrebbe andare in fibrillazione nei loro auspici). «La legge», insiste Paolucci, «dice che si vota tra Novembre e Marzo? Deve darci la data. Senza ulteriori indugi rispetto al quadro normativo ed anche per rispetto dei tanti sindaci».
«Non può esistere il periodo "migliore" per votare», commenta invece il Movimento 5 Stelle, «esiste la legge, la quale prevede che si vada alle urne entro i cinque anni del mandato, ossia dicembre 2013. E' questa la nostra posizione, bisogna restituire credibilità alla regione Abruzzo, riconquistare la fiducia dei cittadini ripartendo dalla legalità e dalla trasparenza, ma, soprattutto, evitare di perpetrare teatrini politici a cui da anni i partiti tradizionali ci hanno prepotentemente abituato ma dei quali siamo tutti sinceramente stremati».