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Autobus Arpa senza bigliettaio: «corsa in ritardo di 30 minuti»

Il segretario regionale della Filt testa il servizio. L'Arpa nega i disservizi

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Autobus Arpa senza bigliettaio: «corsa in ritardo di 30 minuti»



 
 

ABRUZZO. Dagli autobus dell’Arpa scende il bigliettaio e resta solo il conducente.
 
 
Sono le nuove disposizioni della società che hanno già creato malumori tra i sindacati. L’azienda ieri ha garantito che non ci saranno problemi né disagi per gli utenti e che l’introduzione dell’agente unico sulle linee in questione non riguarderà tutto il servizio ma solo il turno per la corsa delle 6,15 ed un turno per i giorni di venerdì e di sabato.
Franco Rolandi, segretario regionale della Filt Cgil Abruzzo ha però già testato il servizio senza bigliettaio e racconta di un ritardo accumulato dal mezzo di circa 30 minuti.
«Mi sono presentato alla buon'ora (6.50) presso la biglietteria di Sistema SPA  in piazza della Repubblica a Pescara», racconta Rolandi. «Breve scambio di battute con la lavoratrice addetta alla vendita dei titoli di viaggio che rischia il proprio posto di lavoro a seguito della dismissione, decisa dal presidente di Arpa Cirulli, della partecipazione azionaria con conseguente privatizzazione della società di servizi».
Poi Rolandi racconta di essere salito su un autobus bipiano della società Di Febo-Capuani che opera in pool con Arpa e Di Fonzo garantendo insieme il collegamento no-stop fra Pescara, Chieti Scalo e Roma.
«Noto subito», racconta, «la presenza di un solo autista impegnato come e' ovvio nelle fasi immediatamente precedenti la partenza prevista per le ore 7.00, a sistemare i bagagli dei viaggiatori nei bagagliai laterali e a dare informazioni all'utenza sui posti assegnati, sull'orario di arrivo, sulle corse di ritorno».
Si parte puntuali alle ore 7.00. Prima sosta alla fermata adiacente la sede del comune di Pescara dove solitamente salgono altri viaggiatori. Poi si riparte e percorrendo l'asse attrezzato si raggiunge l'uscita di Chieti per poi puntare ad un'altra sosta, quella di Chieti scalo nel piazzale della stazione ferroviaria.
E qui ovviamente sale un altro numero importante di viaggiatori fino a riempire l'intero pullman bipiano


«L'autista / bigliettaio», va avanti Rolandi, «anche in questa occasione si presta alla sistemazione dei bagagli dei nuovi arrivati ma non è finita qui. Lo vedo infatti salire frettolosamente a bordo e, prima di ripartire, si accinge a controllare e vidimare i biglietti di tutti i viaggiatori trasportati sia quelli saliti a Pescara che quelli di Chieti. Naturalmente tale operazione di verifica e controllo che in precedenza veniva effettuato durante il viaggio dal secondo agente, ha determinato un comprensibile ritardo nella partenza da Chieti (7.30 anziché 7.15 come da tabella di marcia). Quindici minuti di ritardo cui vanno sommati altri 15 minuti che costituiscono la norma quando si esce dall'autostrada e si affronta il Grande raccordo anulare. Conclusione arrivo a Roma alle 10.00 dopo tre ore anziché alle 9.30 come da tabella di marcia e tutto questo in un contesto in cui tutto è filato liscio ovvero nessun particolare ingorgo, nessun viaggiatore che avverte bisogni fisiologici e che chiede di scendere al primo autogrill e nessun bambino che ha il mal d'auto. Altrimenti?»
Rolandi si domanda poi come si farà con i limiti sui tempi di guida imposti dalle normative europee considerando che l'autobus in questione e' partito da Roseto degli Abruzzi alle 5.55 prima di toccare Pescara.
«Tutto questo», chiude il sindacalista, «senza considerare il pessimo servizio offerto all'utenza cui non verrà mai - e sottolineo mai - garantito il rispetto degli orari teoricamente previsti. Se questo e' il risultato per stare al passo con la concorrenza».