POLITICA

Abruzzo/ Tagli portaborse, Pagano prende tempo e chiede un parere

La strategia: licenziati dal Consiglio regionale e assunti dai gruppi politici

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Chiodi e Pagano

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L'AQUILA. Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha dato mandato agli uffici della presidenza di chiedere all'avvocatura regionale un parere sulla vicenda del taglio del 50% dei contratti a tempo determinato dei cosiddetti portaborse.
Si tratta dunque del personale dei gruppi politici assunto a chiamata diretta.
Il taglio è stato imposto da una legge dello Stato.
Il pronunciamento sarà utile anche per avere un maggiore chiarimento sulla impugnazione davanti alla Corte costituzionale da parte del governo di una legge sul personale (che norma i contratti dei portaborse) approvata dal Consiglio regionale, sulla quale la Suprema Corte si dovrebbe pronunciare in autunno. 


La decisione è stata assunta nella riunione della conferenza dei capigruppo convocata per affrontare la delicata questione che arriva a fine legislatura e quindi è destinata a influenzare la campagna elettorale. Il Consiglio regionale prende quindi tempo considerando questa una fase interlocutoria: «Ho assunto l'onere di chiedere un parere all'avvocatura regionale su questa vicenda - spiega Pagano - stiamo facendo una valutazione in relazione a un sentenza della Corte costituzionale che riguarda il Piemonte nella quale in maniera chiara si impone il taglio del 50%. All'Abruzzo su due leggi sul personale ne è stata osservata una, peraltro diversa da quella del Piemonte, sulla quale attendiamo la sentenza della Suprema Corte. In attesa attendiamo il parere che in relazione all'impugnazione della nostre legge potrebbe dare sfumature differenti».
Ma il presidente del Consiglio, insieme ai colleghi consiglieri, ha una strategia per il futuro, considerando il terreno molto scivoloso: assumere una posizione attendista e poi se si dovesse arrivare a dover tagliare i contratti eccedenti dei collaboratori, gli stessi potrebbero essere licenziati dal Consiglio regionale e assunti dai gruppi politici.
«Al di là di tutto stiamo lavorando per la salvaguardia del personale e la funzionalità dei gruppi - conclude Pagano - sempre nel rispetto delle leggi».