SANITA'

Abruzzo/ Chiodi pronto a dimettersi da commissario della Sanità

E’ pronto il nuovo Piano sanitario 2013-2015

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Abruzzo/ Chiodi pronto a dimettersi da commissario della Sanità

Gianni Chiodi




ABRUZZO. Gianni Chiodi sta per lasciare la carica di commissario alla sanità.
Sarebbe infatti pronto a dimettersi in concomitanza con la presentazione del nuovo Piano operativo o Piano sanitario regionale che ormai è pronto ed è al suo esame.
Questo documento programmatorio, come noto, doveva essere pronto a settembre scorso, ma è stato completato solo ora e non è escluso che il ritardo sia legato proprio alla necessità di far maturare questa decisione del presidente-commissario. Se Chiodi infatti firma il documento come Piano operativo si auto-conferma come commissario, altrimenti – anche se non cambia la sostanza dei provvedimenti previsti per il periodo 2013- 2015 – esce da questa carica e la sanità ritorna in mano al Consiglio regionale. 


Cioè la politica si riappropria delle sue competenze, il che è la soluzione più logica e più in linea con le prossime elezioni regionali. Perché il nuovo Piano che nasce dalle insistenze del “Tavolo Massicci” che controlla a Roma il Piano di rientro dai debiti, del tutto casualmente sembra fatto apposta per la campagna elettorale. Infatti è centrato sull’incremento della medicina sul territorio, secondo lo schema che anche gli atti aziendali delle Asl hanno adottato, cioè il 55% della medicina deve andare sul territorio ed il restante 45% sarà ospedaliero. Che poi questo avvenga veramente è tutto da vedere, perché alcuni sostengono che le Uoc spostate fuori dall’ospedale in molti casi lo sarebbero solo sulla carta, in quanto i primari che dovevano essere cancellati come ospedalieri adesso risultano fuori, cioè nei distretti, pur “risiedendo” operativamente dove stavano prima. Al di la di queste operazioni di maquillage sanitario, Chiodi è pronto a dimettersi e si sta muovendo discretamente con i suoi sponsor politici e con i ministeri dell’economia e della salute per preparare questa sua uscita soft e per valutare la fattibilità di questa scelta. 


Il che spazza di un colpo anche tutte le voci ricorrenti sull’abbandono del sub commissario Giuseppe Zuccatelli, il quale è destinato comunque a lasciare l’Abruzzo se salta la carica di Commissario. E’ forse anche per questo che proprio Zuccatelli ha accelerato il lavoro degli uffici regionali impegnati nella stesura del nuovo Piano sanitario che oltre alla caratteristica “territoriale” di cui si è detto, si sofferma in particolare sull’attuazione del decreto 52 (quello della rete residenziale e semiresidenziale) e sulla rete dell’emergenza urgenza. Infatti è prevista la realizzazione effettiva delle strutture più importanti per assicurare la reale possibilità di assistenza in tutte le Asl: la stroke unit per l’ictus, i grandi reparti per il politrauma e quelli per l’infarto acuto del miocardio. Insomma questo è ancora un Piano sanitario sottratto al potere della politica, cioè degli eletti, ed è stato redatto dagli uffici dell’assessorato. Ma forse non è il caso di stracciarsi le vesti: eccetto pochi consiglieri (soprattutto dell’opposizione) che hanno spesso fatto sentire la loro voce critica sulla sanità, la maggioranza si è sempre appiattita sui tecnici e non ha mai detto una parola su quello che è avvenuto sull’assistenza in Abruzzo. E cioè il cambiamento del sistema sanitario regionale: non solo meno servizi nelle zone interne, ma anche una modifica sostanziale da tendenzialmente gratuito a sempre più a pagamento.
Sebastiano Calella