LA POLEMICA

Abruzzo. Mare, Fiba Confesercenti contro Consiglio regionale: «regalate 11 concessioni a circoli nautici»

«Schiaffo a noi imprenditori balneari»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1542

Abruzzo. Mare, Fiba Confesercenti contro Consiglio regionale: «regalate 11 concessioni a circoli nautici»





ABRUZZO. «Schiaffo alle imprese balneari abruzzesi»: Fiba Confesercenti su tutte le furie per un emendamento bipartisan.
«Il Consiglio regionale, con un voto non previsto nell’ordine del giorno su un emendamento Pd-Pdl, ha regalato in gran segreto ben 11 concessioni balneari a circoli nautici e sportivi. Una scelta penosa, che dimostra quanto al di là dei proclami sulla direttiva Bolkestein e sullo stare al fianco delle imprese, per tanta parte della politica abruzzese le istanze delle imprese balneari non sono assolutamente tenute in considerazione».
Lo afferma Giuseppe Susi, presidente regionale di Fiba-Confesercenti, la principale associazione di categoria del settore balneare.
Con l’emendamento approvato in Consiglio nasceranno ora 11 nuove concessioni: 7 affidate a club di alaggio di Roseto (4 concessioni), Tortoreto, Pineto e Vasto, e 4 a circoli nautici fra Martinsicuro, Alba Adriatica, Silvi Marina e Francavilla al Mare.
L’emendamento a firma Ruffini-Venturoni era stato rinviato in attesa di ascoltare le associazioni di categoria ma martedì scorso, nel corso del Consiglio regionale, è stato ripresentato fuorisacco.
Susi si scaglia contro il «silenzio dell’intero Consiglio e della Giunta» e la conseguente approvazione.
«E’ uno schiaffo alle imprese balneari abruzzesi, che devono attendere mesi per qualunque pronunciamento, mentre il Consiglio regionale ha aperto una corsia preferenziale ai circoli nautici e sportivi che potranno fare concorrenza sleale alle imprese balneari abruzzesi. Storicamente, fra l’altro, i circoli nautici sono nati proprio per separare la balneazione dal diporto: ora, con questo emendamento, la commistione si ricrea in tutto e per tutto, ed è per noi una follia».