ECONOMIA

Abruzzo/ Solo il 43,7% delle imprese e’ puntuale nei pagamenti commerciali

Crescono del 111% in due anni i ritardi superiori ai 30 giorni

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Abruzzo/ Solo il 43,7% delle imprese e’ puntuale nei pagamenti commerciali




ABRUZZO. Nel primo trimestre del 2013 il 43,7% delle imprese abruzzesi ha pagato alla scadenza le fatture ai propri fornitori.
Nei primi mesi del 2013 in Italia si conferma il trend negativo dei pagamenti commerciali: migliorano leggermente i buoni pagatori ma continua ad aumentare il numero di imprese che saldano le fatture con ritardi superiori ai 30 giorni.
All’interno di questo preoccupante scenario, nel primo trimestre dell’anno in corso il 43,7% delle imprese dell’Abruzzo ha onorato puntualmente i propri impegni nei confronti dei fornitori, mentre il 41,5% ha saldato le fatture con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 14,8% oltre i 30 giorni.
Dall’analisi del trend si osserva che, nonostante un miglioramento dei pagamenti puntuali in regione rispetto al 2010, nello stesso periodo di osservazione i ritardi superiori ai 30 giorni sono aumentati addirittura del +111%. A dimostrazione che in Abruzzo in questi ultimi anni sono drammaticamente cresciute le difficoltà delle imprese a onorare gli impegni assunti entro i termini concordati.
Nel primo trimestre del 2013 l’Abruzzo esibisce performance di pagamento migliori rispetto alla media del Sud e Isole (37,2% di imprese puntuali e 17,5% di ritardi oltre i 30 giorni) ma inferiori alla media italiana (45,9% di imprese puntuali, 11,1% di ritardi oltre i 30 giorni).
È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2013 realizzato da Cribis D&B, la società del Gruppo Crif specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese abruzzesi.

ABITUDINI DI PAGAMENTO
Entrando maggiormente nel dettaglio locale Chieti risulta la provincia più virtuosa della regione con il 45,6% di imprese puntuali e il 13,2% di ritardi superiori ai 30 giorni, seguita da Teramo (44,2%), Pescara (42,4%) e l’Aquila (42%). Per quanto riguarda i ritardi oltre i 30 giorni il primato negativo va a Pescara con ben il 17,4% dei casi.
Per quanto riguarda le performance in relazione alla dimensione aziendale, dallo Studio di CRIBIS D&B emerge che, come del resto nella media nazionale, le Micro imprese risultano le più puntuali (il 47,5% ha saldato i fornitori alla scadenza), seguite dalle Piccole (con il 34,3% del totale), dalle Medie (23,2%) ed infine dalle Grandi, che sono regolari solo nel 18,9% dei casi.
A livello settoriale, infine, è il Commercio al Dettaglio a mostrare le maggiori criticità con appena il 36,1% di imprese puntuali e il 23% del totale in ritardo oltre i 30 giorni medi, seguito dal Commercio all’ingrosso (38,7% di imprese regolari e il 15,3% di pagamenti oltre i 30 giorni ). Sono invece i Servizi Finanziari e l'Agricoltura, foreste, caccia, pesca, invece, a mostrare le migliori performance rispettivamente con il 56,3% e il 52,4% di imprese puntuali.
«Nel nostro Studio abbiamo registrato delle dinamiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato in modo significativo la vita delle imprese – commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS D&B -. Prima di tutto continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali: le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e quindi concedono qualcosa nei termini di pagamento. Secondariamente alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture. Basti pensare all’andamento dei fallimenti, aumentati del 65% rispetto al 1° trimestre 2009, con quasi 40 imprese fallite al giorno. Nonostante alcuni segnali di timido miglioramento non bisogna però abbassare la guardia in quanto rimane ancora rilevante il numero di imprese che non onorano gli impegni entro i termini contrattuali».
«Negli ultimi anni, però, le imprese italiane hanno messo sempre più la gestione dei pagamenti al centro della propria gestione finanziaria – conclude Preti - e hanno investito in strumenti come quelli messi a disposizione da CRIBIS D&B, che consentono di intercettare tempestivamente i segnali deboli di deterioramento dell’affidabilità dei propri partner, di mantenere sotto controllo la capacità del proprio portafoglio clienti di generare ricavi, di intervenire in modo efficace con azioni di prevenzione e limitazione del rischio e, soprattutto, di fare previsioni sui propri flussi di cassa. Un’operazione, questa, non a costo zero ma che riteniamo potrà portare benefici concreti anche dopo la fine della crisi»